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Tumori, scoperto un nuovo “interruttore” che frena le difese immunitarie

Un freno alle difese dell'organismo contro i tumori: disattivandolo le cellule del sistema immunitario diventano più efficaci. È quanto ha scoperto un team di ricercatori guidato dal professor Alberto Mantovani dell'Istituto Humanitas di Rozzano in collaborazione con altri centri. Lo studio è stato pubblicato su Nature

 

Si chiama IL-1R8 la proteina al centro del lavoro di ricerca. È un recettore presente sulle cellule Natural Killer (NK) e sui linfociti T del sistema immunitario che ne ostacola l'azione: “Se si toglie il blocco, cioè - nel nostro caso - si spegne il gene che la esprime, l'azione antitumorale è molto più potente", spiega Cecilia Garlanda, autrice principale della ricerca.  

 

Il recettore è presente però anche su altre cellule, pertanto il suo spegnimento dovrebbe essere selettivo. Un contributo decisivo potrebbe arrivare dalla tecnologia: “Oggi disponiamo di anticorpi bispecifici, che cioè vanno a interagire non con uno ma con due siti, e se ne potrebbero realizzare di selettivi per IL-1R8 e per un sito sugli NK; in alternativa – continua Garlanda – si può pensare di modificare geneticamente i linfociti T specifici, del paziente, affinché non esprimano IL-1R8”. 

 

Lo studio è stato realizzato in vitro e su modelli animali di tumore al fegato e di metastasi di tumori del colon e di sarcomi: modificando il gene si contrastava meglio l'insorgenza del tumore. La proteina potrebbe diventare un bersaglio di farmaci immunoterapici che mirano ad “armare” il sistema immunitario contro i tumori.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

 

di red.
Pubblicato il 26/10/2017