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Lo stare bene è legato al contatto con la natura

Il contatto con la natura potrebbe aumentare il benessere delle persone. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Positive Psychology da Holli-Anne Passmore e Mark D. Holder, due ricercatori della University of British Columbia di Kelowna (Canada), secondo cui prestare attenzione al volo degli uccelli, agli alberi che delimitano i viali o alle piante che crescono in mezzo ai muri  potrebbe aiutare gli individui a sentirsi meglio e accrescere la loro connessione con gli altri.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno analizzato la relazione esistente tra il contatto con l'ambiente naturale e il benessere personale. Per riuscirci, hanno coinvolto 395 studenti universitari e li hanno suddivisi in tre gruppi: i primi sono stati incaricati di descrivere il loro rapporto con la natura, i secondi con  gli oggetti costruiti dall’uomo, mentre i terzi con le loro occupazioni quotidiane (gruppo di controllo). Ai primi due gruppi, in particolare, è stato chiesto di prestare attenzione, per due settimane, al modo in cui le interazioni con l’ambiente o con le opere dell’uomo li facevano sentire e di documentare con delle foto il modo in cui entravano in contatto con la loro routine quotidiana. Dopo aver scattato l’immagine di ciò che aveva catturato la loro attenzione, dovevano scrivere una breve nota sui sentimenti che l’oggetto suscitava in loro. 

 

I volontari invitati a soffermarsi sugli elementi naturali non dovevano necessariamente recarsi in parchi, boschi o giardini, ma erano invitati a notare le piante di casa, i fiori che crescevano nelle fessura dei marciapiedi, gli uccelli che volavano in cielo o il sole visto attraverso la finestra. “Non si tratta di trascorrere ore all'aperto o di fare lunghe passeggiate nelle aree selvatiche - spiega Holli-Anne Passmore -. Riguarda l'albero che si trova alla fermata dell’autobus in mezzo alla città e l'effetto positivo che può avere sulle persone”.

 

Al termine dell’indagine, gli autori sono rimasti sorpresi dalla risposta dei partecipanti, che hanno presentato oltre 2.500 foto corredate dalle descrizioni delle loro emozioni. L’esperimento ha dimostrato che i soggetti incaricati di prestare attenzione alla natura avevano manifestato reazioni emotive caratterizzate da un maggior benessere rispetto agli altri. Inoltre, mostravano anche un superiore orientamento “pro sociale”, ossia avevano una maggiore volontà di condividere con gli altri ciò che li aveva fatti sentire bene. “Il benessere dei partecipanti (che comprendeva felicità, senso di accrescimento e di connessione con le altre persone) - precisa la dottoressa Passmore -, era significativamente superiore tra i partecipanti incaricati di prestare attenzione alla natura, rispetto a quello dei soggetti che dovevano occuparsi degli oggetti costruiti dall'uomo e a quello dei membri del gruppo di controllo”. 

 

Foto: © Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 24/11/2017