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Maculopatia senile, in Italia colpisce quasi 1 milione di over 65

In Italia la maculopatia senile (o degenerazione maculare legata all’età) colpisce quasi 1 milione di over 65. Ogni anno si registrano oltre 80.000 nuovi casi, soprattutto tra le persone di età più avanzata. La malattia affligge, infatti, circa il 10% degli individui di età compresa tra 65 e 75 anni, circa il 30% degli over 75 e il 40-50% dei soggetti di età superiore agli 80 anni. Complessivamente, nel Belpaese i pazienti affetti da maculopatia - la progressiva riduzione della visione centrale, che può causare persino la perdita della vista - sono circa 1.400.000, eppure resta una malattia sconosciuta a molti: soltanto l’11% degli italiani che non ne sono affetti sa di cosa si tratta. Lo rivela la prima indagine nazionale sulla maculopatia, realizzata dall’Istituto Lorien per conto del Centro Ambrosiano Oftalmico (Camo), che ha coinvolto 600 cittadini italiani di età superiore ai 50 anni.

 

Chi soffre di maculopatia - Secondo la ricerca, oltre il 5,3% della popolazione over 50 soffre di degenerazione maculare. I soggetti più colpiti dono le donne (69% rispetto al 54% del totale), le persone provenienti dal Nord Ovest (40% vs 27%) e gli individui che hanno superato gli 80 anni (54% vs 14%). L’analisi ha rilevato l’esistenza di una correlazione tra la degenerazione maculare e altre patologie o abitudini di vita scorrette: rispetto al resto della popolazione di età superiore ai 50 anni, i soggetti affetti dalla malattia sono anche maggiormente colpiti dal diabete (25% rispetto all’11% degli over 50 che non soffrono di maculopatia), hanno subito o devono subire interventi di cataratta (35% vs 13%) o soffrono di ipertensione (46% vs 35%). Inoltre, tra questi pazienti ci sono più fumatori (31%) che nel resto del campione (23%).

 

Conoscenza della malattia - L’indagine evidenzia che, nonostante si tratti di una malattia piuttosto diffusa, la conoscenza della degenerazione maculare risulta molto bassa tra chi non ne soffre: il 32% afferma di conoscerla, ma solamente l’11% riesce a tracciarne una definizione più precisa e a ricordarne alcuni degli effetti principali - che comprendono la percezione di macchie scure (scotomi) e di distorsioni (metamorfopsie). La percentuale sale tra chi è affetto dalla patologia, ma si ferma comunque al 29%. La situazione cambia un po’ dopo aver ascoltato la corretta definizione della maculopatia da parte dagli intervistatori: in questo caso il numero delle persone che conoscono la malattia senza soffrine raggiunge il 41%, mentre arriva al 100% tra coloro che ne sono affetti. Per chi non ne soffre, il passaparola rappresenta il principale canale di comunicazione (10%), mentre la percentuale di persone che ne hanno sentito parlare sui media tradizionali risulta molto bassa.

 

Consapevolezza di cause e sintomi - Il 25% degli intervistati è a conoscenza delle cause della maculopatia, che comprendono diabete, un’età superiore ai 50 anni e l’ipertensione. Inoltre, il 20% cita almeno un sintomo corretto, come la perdita della capacità visiva. Queste percentuali salgono però rispettivamente all’81% e al 75% tra le persone affette dalla patologia. Si evidenzia, inoltre, una differenza nella percezione della gravità della malattia che, su una scala da 1 a 10, viene giudicata in media pari a 8,7 tra le persone che ne soffrono (il 54% di questo campione indica un voto tra 9 e 10). Tra gli ultracinquantenni italiani che non sono affetti da maculopatia, invece, il punteggio medio è pari a 7 - ma in questo caso più della metà del campione non sa indicare nessun voto. 

 

Diagnosi - Infine, l’indagine rileva che la maggior parte degli intervistati (74%) non è a conoscenza del fatto che basta un semplice esame oculistico (chiamato Oct), oltre agli esami più specifici, per diagnosticare la malattia. “L’indagine ha fatto emergere un alto numero di sofferenti di questa patologia – spiega Paolo Rossi, Presidente di Lorien Consulting e direttore della ricerca –. Eppure sono ancora in pochissimi a conoscerla e a ricordare dettagli correlati a essa. Chi la vive ne conosce certamente il livello di gravità, ma fra gli altri la conoscenza è talmente esigua da non sapere che basterebbe una visita medica oculistica per averne una prima diagnosi”.

 

Foto:  © Monkey Business - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 15/11/2017