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La pressione? Inferiore a 130/80. A dirlo le nuove linee guida dell'American Heart Association

La pressione sanguigna dovrebbe restare sotto i 130/80: se raggiunge questi valori, infatti, risulta troppo elevata. Lo sostiene l'American Heart Association (Aha) nelle nuove linee guida pubblicate sulla rivista Hypertension, che rivedono le precedenti raccomandazioni, in base alle quali i valori pressori cominciavano a essere considerati alti quanto toccavano i 140/90.

 

I 21 esperti dell’Aha sono giunti alla conclusione che la pressione sanguigna può essere considerata normale se la pressione sistolica (o massima) resta sotto i 120 millimetri di mercurio (mmHg) e la diastolica (o minima) risulta inferiore a 80 mmHg. Se supera questi valori, bisogna iniziare a correre ai ripari. Secondo i calcoli dei ricercatori, in base ai nuovi parametri la percentuale di adulti americani che soffrono d’ipertensione passa dal 32% al 46%.  

 

Gli autori spiegano che le nuove linee guida sono il frutto di tre anni di lavoro e dell’analisi di centinaia di studi, e sono state elaborate per aiutare le persone ad assumere misure preventive, affinché comincino al più presto a tenere sotto controllo la loro pressione sanguigna. L’ipertensione rappresenta, infatti, il secondo fattore di rischio (dopo il fumo) per le malattie cardiache e l'ictus, le due principali cause di morte al mondo. 

 

“D’ora in avanti l’ipertensione sarà diagnosticata a un numero maggiore di persone e saranno prescritti più farmaci, ma questo permetterà di salvare delle vite e di risparmiare denaro, prevenendo più ictus, eventi cardiovascolari e insufficienza renale - dichiara Kenneth A. Jamerson, Professore di medicina interna e ipertensione presso l'Università del Michigan di Ann Arbor (Usa), che ha partecipato alla stesura delle linee guida -. Per salvaguardare i conti del sistema sanitario, conviene a tutti prevenire e trattare precocemente questa malattia”.

 

La linea guida, precisano gli esperti, non suggeriscono di aumentare l’impiego dei farmaci antipertensivi, ma intendono incentivare la popolazione a seguire uno stile di vita più salutare. In particolare, il documento raccomanda di ridurre la presenza di sale nella dieta, di consumare cibi ricchi di potassio (come banane, patate, avocado e verdure a foglia scura), di mantenere un peso nella norma, di non fumare, di non assumere troppi alcolici e di praticare regolarmente attività fisica.

 

Gli autori spiegano che grazie alle nuove classificazioni e raccomandazioni i medici saranno in grado di valutare con maggiore accuratezza il rischio che i pazienti siano colpiti da malattie cardiache o ictus, e decidere se per loro possa bastare un cambiamento nello stile di vita o se sia più opportuno assumere medicinali. “Queste nuove linee guida danno ai pazienti l'opportunità di chiedere ai medici 'Quali rischi corro?' - conclude il dottor Jamerson -. Loro dovrebbero ricevere una spiegazione, mentre i medici dovrebbero calcolare i pericoli mentre valutano come trattarli”.

 

Foto: © Rido - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 20/11/2017