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Alcol e fumo accelerano l'invecchiamento

Il fumo e il consumo eccessivo di alcol potrebbero accelerare l'invecchiamento fisico, facendo apparire le persone più “attempate”. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Epidemiology & Community Health dai ricercatori della University of Southern Denmark di Copenhagen (Danimarca), secondo cui l’assunzione bassa o moderata di bevande alcoliche non sarebbe invece associata all'invecchiamento biologico, perché i segni dell’età presenti sul corpo dei non bevitori non sarebbero diversi da quelli che caratterizzano i bevitori moderati o occasionali.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno analizzato le informazioni relative a oltre 11.500 cittadini danesi di età superiore ai 20 anni, raccolte dallo studio “Copenhagen City Heart Study”, che ha monitorato la la salute, lo stile di vita e i segni visibili dell’invecchiamento dei partecipanti per una media di 11,5 anni. Per valutare gli effetti del passare degli anni, gli scienziati si sono basati su quattro parametri, che in precedenza erano stato collegati a un maggior rischio di morte e di sviluppare malattie cardiovascolari: le pieghe sul lobo dell’orecchio; l'arcus senile (arcus senilis corneae), un anello grigiastro che circonda la cornea periferica negli occhi; lo xantelasma, il deposito sottocutaneo di materiale lipidico che si manifesta sotto forma di grumi giallastri presenti sulle palpebre o nelle aree circostanti; e, infine, la calvizie maschile. 

 

L'età media dei partecipanti era di 51 anni, ma variava dai 21 agli 86 tra le donne e dai 21 ai 93 tra gli uomini. Il consumo medio di alcol era pari a 2,6 drink a settimana per le donne e a 11,4 bicchieri tra gli uomini. Poco più della metà delle donne (57%) e circa i due terzi degli uomini (67%) erano fumatori. L'arcus coneae era il segno dell'invecchiamento più comune  tra i due sessi: era presente nel 60% degli uomini sopra i 70 anni e delle donne sopra gli 80 anni. Il segno meno comune era invece lo xantelasma, che interessava il 5% degli over 50 di entrambi i sessi. La calvizie era piuttosto diffusa tra gli uomini: ne era affetto l'80% degli ultraquarantenni.

 

Al termine dell’indagine, è emerso che i fumatori e le persone che consumavano troppi alcolici avevano maggiori probabilità di sviluppare prima l'arcus corneae, le pieghe del lobo e lo xantelasma rispetto a quelle che non fumavano o bevevano con moderazione. Per esempio, una donna che assumeva 28 drink a settimana aveva il 33% di possibilità in più di presentare l’arcus coneae rispetto a una coetanea che ne beveva soltanto 7. Così, un uomo che consumava 35 alcolici a settimana correva un rischio più alto del 35% rispetto a uno che ne assumeva 7. Allo stesso modo, rispetto a quelle dei non fumatori, le probabilità di avere l’arcus corneae erano più elevate del 41% tra le donne e del 12% tra gli uomini che avevano fumato 20 sigarette al giorno per 15-30 anni.

 

Gli studiosi hanno osservato che soltanto la calvizie maschile non è stata associata in modo coerente al consumo eccessivo di alcol o al fumo. A loro avviso, questo potrebbe dipendere dal fatto che questo problema è fortemente influenzato dai geni e dai livelli degli ormoni maschili. “Questo è il primo studio prospettico a dimostrare che l'alcol e il fumo sono associati allo sviluppo dei segni visibili dell’invecchiamento e, quindi, alle probabilità di apparire più vecchi rispetto alla propria età - concludono gli autori -. Questo potrebbe riflettere il fatto che il consumo eccessivo di alcol e il fumo accelerano l’invecchiamento dell’organismo”.

 

Foto: © kmiragaya - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 07/12/2017