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Achille, il tendine che "sopporta" più di novecento chilogrammi

Durante la corsa, il tendine di Achille è in grado di sopportare carichi superiori ai 900 chilogrammi. È, infatti, il tendine più forte del corpo umano, anche se soggetto a lesioni. Ma come funziona esattamente? Se lo è chiesto un gruppo di ricerca internazionale diretto da Taija Juutinen Finni, dell'Università di Jyväskylä (Finlandia), e coordinato da Huub Maas, della Vrije Universiteit di Amsterdam (Paesi Bassi), che ha osservato il ruolo svolto da questa struttura fibrosa nei topi, per capire come si comporta negli esseri umani

 

Nel corso della ricerca, pubblicato sulla rivista Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, gli scienziati hanno osservato che sull’intera sezione trasversale del tendine il carico potrebbe non essere distribuito uniformemente. Questo è possibile perché Achille funge da tendine comune per tre muscoli del polpaccio, che hanno tutti proprietà e funzioni diverse. In particolare, il muscolo soleo estende e flette solo l'articolazione della caviglia, mentre il muscolo gastrocnemio flette il ginocchio. A causa di ciò, parti differenti del tendine di Achille possono muoversi in connessione l'una con l'altra. 

 

Gli autori esaminato i movimenti che si verificano all'interno del tendine di Achille in un gruppo di roditori, per capire se questa struttura funziona in modo normale o anomalo. Hanno così scoperto che gli spostamenti presenti all'interno del tendine erano associati all'anatomia del tendine sottostante. Hanno anche rilevato che il carico posto sul muscolo soleo estende il rispettivo sotto tendine più di quando il carico pesa sul muscolo gastrocnemio. Infine, hanno osservato che i sotto tendini possiedono rigidità diverse.

 

I risultati dello studio, secondo i ricercatori, potrebbero fornire informazioni sulle lesioni tendinee. Inoltre, l’esperimento condotto sui topi aiuterebbe a spiegare alcuni dei risultati riportati dalle precedenti sperimentazioni condotte sugli umani. La diversa rigidità dei tendini, ipotizzano gli esperti, potrebbe aiutare a massimizzare il risparmio e l'uso dell'energia elastica durante la camminata, la corsa e il salto, in cui il ruolo svolto dai muscoli soleo e gastrocnemio risulta leggermente diverso.

 

Foto: Pibabay

di n.c.
Pubblicato il 05/12/2017