Logo salute24

Vitamina D contro l'artrite reumatoide?

La vitamina D non farebbe bene soltanto alle ossa, ma potrebbe anche prevenire l'insorgenza di malattie infiammatorie come l'artrite reumatoide. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Autoimmunity dai ricercatori dell'Università di Birmingham (Regno Unito), secondo cui la sostanza sarebbe meno efficace in seguito allo sviluppo della patologia, perché le cellule immunitarie presenti nelle articolazioni infiammate sarebbero meno sensibili all’azione della vitamina.

 

L’indagine è stata la prima a studiare gli effetti della vitamina D non solo sul sangue degli individui affetti da artrite reumatoide, ma anche sulle articolazioni infiammate. Per farlo, i ricercatori hanno analizzato il sangue periferico e il liquido sinoviale - il fluido contenuto nelle cavità articolari - prelevato dalle articolazioni infiammate di alcuni pazienti affetti dalla malattia. Al termine dell’esperimento, hanno scoperto che la vitamina D influisce sul sistema immunitario, aiutandolo a prevenire lo sviluppo delle malattie infiammatorie. Hanno anche osservato che le persone affette da queste patologie spesso presentano una carenza della vitamina, e che le cellule immunitarie situate nelle articolazioni infiammate sono meno sensibili alla sua azione. 

 

“La nostra attuale comprensione della vitamina D e dell'artrite reumatoide si basa sugli studi condotti sul sangue del paziente, che potrebbero non rappresentare realmente la situazione presente nel sito dell’infiammazione, ossia le articolazioni - osserva Martin Hewison, che ha preso parte alla ricerca -. Abbiamo quindi studiato le risposte alla forma attiva della vitamina D nelle cellule immunitarie prelevate dalle articolazioni infiammate dei pazienti affetti da artrite reumatoide. Rispetto al sangue degli stessi pazienti, le cellule immunitarie articolari infiammate erano molto meno sensibili alla vitamina D.  Questo fenomeno potrebbe essere dovuto al fatto che le cellule immunitarie delle articolazioni dei pazienti affetti da artrite reumatoide sono maggiormente coinvolte nell'infiammazione, e quindi hanno meno probabilità di cambiare, anche se possiedono tutti i mezzi per rispondere alla vitamina D”.

 

Gli scienziati intendono condurre ulteriori ricerche per cercare di comprendere perché l'artrite reumatoide rende insensibili alla vitamina D, com’è possibile risolvere questo problema e se questo fenomeno si verifica anche in presenza di altre malattie infiammatorie. Nel frattempo, invitano i medici a prescrivere ai pazienti affetti da artrite reumatoide dosi molto più elevate di quelle attualmente impiegate, oppure di assegnare un trattamento che corregga l'insensibilità alla vitamina D delle cellule immunitarie presenti nelle articolazioni. “La nostra ricerca indica che il mantenimento di una quantità sufficiente di vitamina D può aiutare a prevenire l'insorgenza delle malattie infiammatorie come l'artrite reumatoide - afferma Louisa E. Jeffery, che ha diretto l’indagine -. Tuttavia, per i pazienti che soffrono già di artrite reumatoide, la semplice somministrazione della vitamina D potrebbe non essere sufficiente. In questo caso potrebbe essere necessario somministrare dosi molto più elevate di vitamina D, o ricorrere a un nuovo trattamento capace di aggirare o di corregge l'insensibilità alla vitamina D delle cellule immunitarie presenti all'interno dell'articolazione”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 27/11/2017