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Le persone intelligenti hanno migliori connessioni cerebrali

Le persone intelligenti potrebbero avere connessioni cerebrali “migliori”. Le aree del loro cervello incaricate dell’elaborazione delle informazioni rilevanti sarebbero, infatti, maggiormente collegate e più lontane dalle regioni che trattano i dati superflui. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dagli scienziati della Goethe University di Francoforte (Germania), secondo cui le differenze individuali nell'intelligenza sarebbero associate alle diversità presenti nei modelli d’integrazione tra i moduli funzionali del cervello. 

 

“Il cervello è simile a un social network costituito da più sottoreti (per esempio, familiari e cerchie di amici) - spiega Ulrike Basten, che ha coordinato la ricerca -. All'interno di queste sottoreti o moduli, i membri di una famiglia sono più fortemente interconnessi rispetto a quelli che appartengono ad altre famiglie o alla cerchia di amici. Il nostro cervello funzionalmente è organizzato in modo molto simile: ci sono sottoreti di regioni cerebrali (moduli) che sono più fortemente interconnesse tra loro, mentre presentano connessioni più deboli con le regioni del cervello di altri moduli. Supponiamo che le caratteristiche rilevate nelle persone più intelligenti le aiutino a concentrarsi mentalmente e a ignorare o sopprimere gli input irrilevanti che potrebbero essere fonte di distrazione”.

 

Per studiare le basi neurobiologiche dell'intelligenza umana, i ricercatori hanno usato due metodi: la risonanza magnetica funzionale, con cui hanno scansionato le funzioni cerebrali di 309 persone, e una moderna tecnica chiamata “graph theoretical network analysis”, che si basa sulla teoria dei grafi per descrivere le reti presenti nel cervello. Al termine dell’analisi, hanno scoperto che l’encefalo umano è organizzato in moduli e che nelle persone più intelligenti l'insula anteriore e la corteccia cingolata anteriore - due regioni coinvolte nell'elaborazione cognitiva delle informazioni rilevanti per lo svolgimento del compito che si sta eseguendo - sono connesse in modo più efficiente al resto del cervello. Al contrario, l'area di congiunzione tra la corteccia temporale e la corteccia parietale, che è stata correlata alla capacità di schermare il pensiero dalle informazioni irrilevanti, sarebbe meno collegata al resto della rete cerebrale. “Il differente inserimento topologico di queste regioni nella rete cerebrale potrebbe rendere più facile per le persone più intelligenti distinguere tra informazioni importanti e informazioni irrilevanti - precisa la dottoressa Basten -. Questo potrebbe rappresentare un vantaggio quando si affrontano molte sfide cognitive”. 

 

Ma quali sono le origini di questo fenomeno? “È possibile che, a causa delle loro predisposizioni biologiche, alcuni individui sviluppino reti cerebrali che favoriscano l’adozione di comportamenti intelligenti o lo svolgimento di compiti cognitivi più impegnativi - conclude l’esperta -. Tuttavia, è altrettanto probabile che l'uso frequente del cervello per risolvere sfide cognitive  possa influenzare positivamente lo sviluppo delle reti cerebrali. Sulla base di ciò che attualmente sappiamo sull'intelligenza, sembra che sia molto probabile un'interazione tra entrambi i processi”.

 

Foto: © Sergey Nivens - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 19/02/2018