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Contro l'ipertensione funziona la dieta con poco sale, pochi grassi e vegetali

Una dieta ricca di vegetali, povera di grassi e a basso contenuto di sale potrebbe aiutare ad abbassare la pressione arteriosa sistolica. Lo sostiene una  ricerca pubblicata sulla rivista Journal of the American College of Cardiology dai scienziati della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora (Usa), che hanno esaminato gli effetti sulla pressione sanguigna della combinazione di due regimi alimentari: la dieta iposodica e la dieta Dash (Dietary approaches to stop hypertension), studiata appositamente per combattere l’ipertensione.

 

La dieta Dash, promossa dal National Heart, Lung, and Blood Institute e dall'American Heart Association, è ricca di frutta, verdura, cereali integrali, latticini a basso contenuto di grassi o privi di lipidi, pesce, pollame, legumi, semi e noci. È stato dimostrato che sia questo regime alimentare, sia la dieta iposodica sono in grado di prevenire o ridurre la pressione alta. Gli scienziati di Baltimora hanno deciso di combinarle, per scoprire se insieme sono ancora più efficaci. La sperimentazione ha coinvolto 412 adulti di entrambi i sessi, che avevano un’età compresa tra 23 e 76 anni, una pressione arteriosa sistolica compresa tra 120 e 159 mmHg e una pressione arteriosa diastolica compresa tra 80 e 95 mmHg - pertanto presentavano un stato di pre-ipertensione o di ipertensione di 1° grado. 

 

I partecipanti sono stati suddivisi in quattro gruppi in base alla loro pressione arteriosa sistolica basale: il primo era caratterizzato da valori pressori compresi tra 120 e 129 mmHg, il secondo tra 130 e 139 mmHg, il terzo tra 140-149 e il quarto pari o superiori a 150 mmHg. Gli autori li hanno invitati a seguire la dieta Dash da sola, la dieta iposodica, le due diete combinate o un’alimentazione di controllo (simile alla normale dieta americana, basata sul profilo medio di macronutrienti e micronutrienti assunti dalla popolazione statunitense) per un periodo di 12 settimane. Dopo sole quattro settimane, è emerso che tra coloro che avevano seguito la dieta combinata, i membri del quarto gruppo (pressione pari o superiore a 150 mmHg) mostravano una riduzione media della pressione sistolica di 11 mmHg; i soggetti che avevano valori pressori inferiori a 130 mostravano una diminuzione di 5 mmHg; i partecipanti che avevano una pressione sistolica compresa tra 130-139 mmHg presentavano un calo di 7 mmHg; infine, i membri del terzo gruppo (valore compreso tra 140 e 149 mmHg) avevano sperimentato un abbassamento della pressione di 10 mmHg.

 

I ricercatori hanno persino scoperto che un partecipante che aveva una pressione arteriosa sistolica basale superiore a 150 mmHg aveva sperimentato un calo medio di 21 mmHg. Secondo gli esperti, “si tratta di un risultato eccezionale” perché suggerisce che le persone che corrono un elevato rischio di soffrire d’pertensione grave ottengono i benefici maggiori dalla dieta combinata - i farmaci antipertensivi più diffusi in media riducono la pressione arteriosa sistolica di 10-15 mmHg.

 

“I nostri risultati si aggiungono alle prove che gli interventi dietetici sono altrettanto efficaci o più efficaci dei farmaci anti-ipertensivi nei soggetti a più alto rischio di ipertensione - afferma Stephen P. Juraschek, che ha diretto lo studio -, e dovrebbero rappresentare la prima opzione di trattamento per questi individui”.

 

“Stiamo osservando che l'intervento dietetico combinato ha determinato la riduzione della pressione sanguigna sistolica equivalente, se non superiore, a quella ottenuta con i farmaci - aggiunge Lawrence Appel, che ha coordinato l’indagine -. È un messaggio importante per i pazienti, che possono trarre grandi vantaggi seguendo una dieta sana e povera di sodio”.

 

Foto: © monticellllo - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 08/01/2018