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Il matrimonio protegge dalle demenze senili

Il matrimonio potrebbe proteggere dalla demenze senili, perché indurrebbe le persone a condurre un stile di vita più sano e ad avere maggiori rapporti sociali. Lo suggerisce una ricerca pubblicata sulla rivista The Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry degli scienziati della University College London e della Camden and Islington NHS Foundation Trust di Londra (Regno Unito), secondo cui i single e i vedovi avrebbero maggiori probabilità di andare incontro al declino cognitivo.

 

Gli autori hanno analizzato i risultati di 15 studi che avevano coinvolto complessivamente 812.047 persone residenti in Europa, Asia, Nord e Sud America. Al termine dell’indagine, sono giunti alla conclusione che il matrimonio potrebbe abbassare il rischio di declino cognitivo. Nello specifico, hanno scoperto che in media i single hanno probabilità maggiori del 42% di ammalarsi di demenza rispetto alle persone coniugate. Ma va precisato che questo dato si riduce al 24% se ci si concentra sulle ricerche condotte in epoche più recenti – secondo gli esperti, questo indica che con il tempo gli svantaggi sperimentati dai single in ambito sanitario sono diminuiti.

 

L’analisi ha anche evidenziato che i vedovi di entrambi i sessi corrono un rischio di essere colpiti da demenza maggiore del 20% rispetto agli individui sposati. Non sono state rilevate differenze significative, invece,  tra le persone divorziate e quelle coniugate, anche se gli studiosi precisano che i soggetti divorziati presenti nel campione erano pochi. Gli studiosi ipotizzano che i vantaggi, in termine di salute mentale, sperimentati dalle persone sposate potrebbero essere dovuti al fatto che questi individui hanno una maggiore tendenza a condurre uno stile di vita salutare e ad avere rapporti sociali più assidui. L'isolamento sociale, spiegano i ricercatori, rappresenta infatti un fattore di rischio per la demenza. 

 

“Le persone sposate tendono ad avere una stile di vita più sano e a essere più coinvolte dal punto di vista sociale, e questo potrebbe spiegare perché corrono meno rischi di sviluppare la demenza – afferma Andrew Sommerlad, che ha diretto lo studio -. Speriamo che i nostri risultati possano servire a promuovere la prevenzione della demenza tra le persone non sposate, che potrebbero trarre benefici dall’adozione di misure dirette a mantenere la salute fisica e ad aumentare gli stimoli mentali attraverso l’interazione sociale con gli altri individui anziani non coniugati”.

 

Foto: © drubig-photo - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 04/05/2018