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Gli effetti dell'obesità sulla salute sono ancora sottostimati

L’obesità potrebbe essere ancor più pericolosa per la salute di quanto si creda. Lo sottolinea uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Epidemiology dai ricercatori dell'Università di Bristol (Regno Unito) e della Norwegian University of Science and Technology di Trondheim (Norvegia), secondo cui gli effetti dannosi del sovrappeso sarebbero stati sottovalutati dalle indagini precedenti. 

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno esaminato i dati raccolti dallo studio “Hunt”, che aveva monitorato lo stato di salute di circa 130 mila cittadini norvegesi. Nello specifico, gli scienziati hanno analizzato l'indice di massa corporea (Imc), le informazioni sanitarie e i dati sulla mortalità di 32.452 coppie madre-figlio e di 27.747 coppie padre-figlio, per cercare di comprendere in che modo l'obesità influenzi effettivamente il rischio di morte. I ricercatori hanno verificato, in particolare, l’associazione tra la mortalità dei genitori con il loro Imc (approccio tradizionale) e con quello dei loro figli divenuti adulti. Hanno deciso di utilizzare questi parametri per due motivi: perché l'indice di massa corporea di genitori e figli è correlato, a causa di fattori genetici, per cui l'Imc della prole è un indicatore dell’Imc dei genitori; e perché l’Imc dei figli divenuti adulti non è influenzato dalle malattie che hanno colpito i genitori. L’obiettivo era quello di capire il modo in cui l’Imc influenza il rischio di morte nelle situazioni non distorte da “causalità inverse”, ossia in cui la presenza di patologie possa provocare un aumento o una riduzione dell’indice di massa corporea. 

 

L’indagine ha dimostrato che quando veniva utilizzato l’Imc dei figli anziché quello dei genitori, gli apparenti effetti dannosi di un Imc basso erano inferiori rispetto a quelli rilevati dagli studi convenzionali, mentre gli effetti nocivi di un Imc elevato risultano maggiori. I risultati della ricerca, secondo gli esperti, suggeriscono quindi che le analisi precedenti hanno sottostimato gli effetti nocivi di obesità e sovrappeso. Pertanto, gli scienziati ribadiscono l’importanza di mantenere un indice di massa corporea compreso tra 18,5 e 25, ipotizzando che l’idea che si possa essere in sovrappeso e sani nello stesso tempo potrebbe essere scorretta.

 

“L’allarmante aumento dei livelli di obesità in tutto il mondo, che secondo un recente studio pubblicato su Lancet sono passati da 105 milioni nel 1975 a 641 milioni nel 2014, genera preoccupazione per le implicazioni sulla salute pubblica – osserva David Carslake, che ha diretto la ricerca -. Questo studio dimostra che la correlazione non è causazione e che quando si tratta di raccomandazioni per la salute pubblica dobbiamo essere cauti nell'interpretazione dei dati sulla base delle sole associazioni. Abbiamo scoperto che studi precedenti hanno sottostimato l'impatto dell'essere in sovrappeso sulla mortalità e le nostre scoperte supportano le attuali raccomandazioni di mantenere un Imc compreso tra 18,5 e 25”.

 

Foto: © Africa Studio - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 14/12/2017