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Liquido amniotico, ricco di cellule staminali

Il liquido amniotico è una fonte di materiale biologico. In particolare, è ricco di cellule staminali che potrebbero essere impiegate nell’ambito della terapia cellulare e della medicina rigenerativa. Lo spiegano, in uno studio pubblicato sulla rivista Stem Cell Research & Therapy, gli scienziati dell'Università di Lund (Svezia), che hanno sviluppato un metodo a più fasi capace di raccogliere questo fluido in modo sicuro, durante l'esecuzione del parto cesareo.

 

Il nuovo metodo permette di prelevare in modo delicato e sterile grandi volumi di liquido amniotico. Gli autori precisano che il fluido raccolto contiene cellule specializzate ad alto potenziale terapeutico, chiamate cellule staminali mesenchimali, che possono essere impiegate per il trattamento delle malattie immunitarie e di quelle infiammatorie, come le patologie cardiovascolari, l’artrite e i disturbi neurodegenerativi. Finora la difficoltà nell'acquisire un numero sufficiente di queste cellule ne ha limitato l’uso nell’ambito della terapia cellulare e delle applicazioni di riparazione dei tessuti. Pertanto, dato che ogni anno in tutto il mondo vengono eseguiti milioni di tagli cesarei, la nuova tecnica potrebbe consentire l’accesso a un’ingente riserva di cellule staminali e di molecole bioattive che attualmente non viene sfruttata. “Abbiamo dimostrato che utilizzando il nostro dispositivo, siamo in grado di raccogliere fino a un litro di liquido amniotico con parto cesareo – osserva Andreas Herbst, che ha preso parte allo studio -. La raccolta ha prolungato l'operazione in media di 90 secondi ed è stata sicura per la madre e per il bambino”.

 

Gli scienziati spiegano che le cellule mesenchimali presenti nel liquido amniotico possono essere portate a uno stato staminale simile allo stadio embrionale, e possono potenzialmente dare origine a tutti i diversi tipi di cellule dell’organismo. “Il liquido amniotico, essendo una fonte abbondante e facilmente reperibile di tessuti, potrebbe rappresentare una soluzione per le applicazioni di terapia cellulare e di medicina rigenerativa basate sulle cellule staminali mesenchimali - spiega Niels-Bjarne Woods, che ha coordinato la ricerca -. Ora che abbiamo dimostrato la fattibilità di accedere a questa fonte neonatale di cellule staminali mesenchimali, speriamo che molti altri gruppi di ricerca inizieranno a lavorare con queste cellule, accelerando la nostra comprensione del loro pieno potenziale terapeutico”.

 

Foto: © Sebastian Kaulitzki - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 18/12/2017

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