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Il cervello «tira il freno» per fermare l’ictus

Un freno d`emergenza per fermare l`ictus. È il meccanismo che il nostro cervello usa per limitare i danni ai neuroni. Adesso i ricercatori di Oslo stanno tentando di decifrarne i segreti per chiarire in che modo questo freno funzioni e se possa essere utilizzato per creare nuovi farmaci.
L`ictus è spesso causato da una ostruzione di uno dei vasi sanguigni dell`encefalo. Il sangue, non riuscendo a passare, non fornisce alle cellule l`ossigeno e l`energia necessari. Questo processo sconvolge l`equilibrio elettrochimico dei neuroni, causando non solo la loro morte, ma anche il danneggiamento delle cellule circostanti. Spesso chi ne risente maggiormente è l`ippocampo, una delle zone più vulnerabile del nostro cervello, ma anche sede della memoria.
Il nostro cervello, però, riesce a proteggersi dagli attacchi. Vediamo come. Per comunicare tra di loro, le cellule cerebrali usano il glutammato. Il passaggio del glutammato è regolato dalla concentrazione di ioni calcio (cioè atomi caricati elettricamente). Perché ciò avvenga è fondamentale avere un equilibrio elettrochimico stabile, che viene turbato quando la concentrazione di ioni di calcio aumenta. In condizioni normali le cellule, grazie all`apporto di energia trasportata dal sangue, allontanano gli ioni in eccesso. Ma quando si verifica un ictus, mancando l`energia necessaria, questo processo viene compromesso ed espone a una overdose di glutammato, che mette a rischio la vita delle cellule cerebrali.
Tuttavia il cervello è pronto a reagire e a meno di un millisecondo dall`attacco tira il freno di emergenza: attiva dei canali, detti Bk, che riescono a cambiare la tensione e bloccare l`afflusso di ioni calcio. Secondo Johan Storm, professore dell`Institute for basic medical sciences and the Centre for molecular biology and neuroscience at the University of Oslo, questi “canali di scolo” si aprono solo in casi di emergenza.
L`obiettivo dei ricercatori norvegesi è sfruttare i canali Bk: creare un farmaco che consenta di mantenerli aperti per un tempo maggiore del normale potrebbe impedire gli ictus o comunque limitarne i danni.
I canali Bk sembrano però essere un elemento dall`equilibrio estremamente delicato: secondo alcuni studi sarebbero coinvolti anche nella crescita degli impulsi elettrici. Questo li ha accostati all`epilessia, malattia causata da un`anomala attività elettrica nel cervello: aprire troppo i canali Bk potrebbe significare salvare dall`ictus, ma esporre all`epilessia, e viceversa. 
Johan Storm e il suo team non perdono però le speranza: pur essendo molto simili, i canali presentano alcune variazioni. Questo potrebbe permettere di sfruttare le differenze in modo da utilizzare solo alcuni canali per specifici obiettivi. Tutto è ancora da scoprire, ma una nuova strada è aperta: curare con trattamenti basati sulla manipolazione di canali e proteine del cervello.

di paolo fiore
Pubblicato il 08/12/2008