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Malattia di Crohn, dipende da un gene disfunzionale?

In alcuni casi la malattia di Crohn potrebbe essere dovuta a un gene disfunzionale. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Immunity dai ricercatori del The Scripps Research Institute di Jupiter (Usa), secondo cui a causa del malfunzionamento di questa particella di Dna un gruppo di cellule immunitarie, chiamate cellule Th17, provocherebbe lo sviluppo nell’intestino di condizioni infiammatorie croniche.

 

Gli autori spiegano che le cellule del sistema immunitario circolano all’interno dell’organismo umano e si adattano ai diversi ambienti in cui giungono. Ma l'incapacità di ambientarsi potrebbe favorire l’insorgere di malattie. Nello specifico, gli scienziati hanno osservato che quando le cellule Th17 entrano nell'intestino, si verifica l’aumento dell'espressione di un gene chiamato Mdr1, che sarebbe incaricato di proteggerle dagli acidi biliari – le sostanze simili a detergenti prodotte dal fegato per scomporre i grassi e favorirne l’assorbimento. Generalmente, il fegato secerne gli acidi biliari dopo i pasti, per facilitare la digestione. Mentre il cibo attraversa l’apparato digerente, gli acidi biliari vengono riassorbiti dopo aver raggiunto l'ileo, la porzione finale dell'intestino tenue, che rappresenta anche il punto in cui si sviluppa più frequentemente la malattia di Crohn. 

 

Per verificare il ruolo svolto dal gene Mdr1 in questo processo, gli scienziati hanno riprogrammato geneticamente un gruppo di topi, in modo da impedire l’attivazione di questa molecola di Dna. Hanno così scoperto che le cellule Th17, dopo essere state esposte agli acidi biliari, subivano un serio stress ossidativo che ne provocava l’iperattività, dando luogo a un’infiammazione intestinale simile alla malattia di Crohn negli esseri umani. I ricercatori hanno quindi somministrato ai roditori un tipo di farmaci utilizzati per assorbire gli acidi biliari. In questo modo sono riusciti a ripristinare la normale funzione delle cellule Th17 nell'ileo e ad attenuare la gravità della malattia. 

 

Successivamente, gli autori hanno esaminato i campioni di sangue di un gruppo di individui sani e di alcuni pazienti affetti da patologie infiammatorie intestinali, tra cui la malattia di Crohn. Al termine dell’analisi, hanno scoperto che l'espressione di Mdr1 risultava gravemente compromessa in un sottogruppo di soggetti con malattia di Crohn a livello dell’ileo. Secondo gli esperti, questo suggerisce non solo che la causa della malattia di Crohn in questi pazienti potrebbe essere lo stress ossidativo causato dal malfunzionamento di Mdr1, ma anche che per loro la somministrazione dei farmaci che assorbono gli acidi biliari potrebbe essere efficace. Il passo successivo, concludono gli autori, sarà verificarlo in uno studio clinico.

 

Foto: © nobeastsofierce - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 12/01/2018