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Chi prova una sigaretta, tre volte su cinque, diventa un fumatore

Su cinque persone che provano a fumare una sigaretta, almeno tre finirebbero per diventare fumatori abituali. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Nicotine & Tobacco Research dai ricercatori della Queen Mary University of London di Londra (Regno Unito), secondo cui dopo aver fumato la prima sigaretta, circa il 61% degli individui acquisirebbe il vizio. Di conseguenza, gli autori evidenziano la necessità di fare in modo che i giovani non sperimentino i prodotti del tabacco.

 

La ricerca ha esaminato i risultati di 2.776 sondaggi sul tema del fumo, che hanno coinvolto 216.314 persone e sono stati condotti nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Australia e in Nuova Zelanda. Al termine dell’analisi, gli scienziati hanno osservato che il 60,3% dei partecipanti aveva fumato almeno una sigaretta, e che tra loro il 68,9% aveva iniziato a fumare tutti i giorni. Dato che le diverse indagini hanno utilizzato metodi di valutazione differenti, i ricercatori hanno calcolato che esiste un margine di errore e che la percentuale delle persone che dopo aver provato a fumare diventano dipendenti dal tabacco rientrerebbe tra il 60,9% e il 76,9%.

 

“Questa è la prima volta che il notevole effetto che le sigarette possono determinare dopo una singola esperienza è stato documentato da un insieme così vasto di dati – osserva Peter Hajek, che ha coordinato la ricerca -. Nello sviluppo di qualsiasi comportamento di dipendenza, il passaggio dalla sperimentazione alla pratica quotidiana è un punto di riferimento importante, perché implica che un'attività ricreativa si sta trasformando in un bisogno compulsivo. Abbiamo riscontrato che il tasso di trasformazione da ‘fumatore per la prima volta’ a ‘fumatore quotidiano’ è sorprendentemente alto, e questo aiuta a confermare l'importanza di prevenire, prima di tutto, la sperimentazione delle sigarette”.

 

Dato l'elevato numero di individui che iniziano a fumare regolarmente dopo aver “assaggiato” una sigaretta, gli studiosi ipotizzano che la riduzione della diffusione del vizio riscontrata negli ultimi 20 anni potrebbe essere dovuta a una minore sperimentazione dei prodotti del tabacco tra gli adolescenti. “Sono state espresse preoccupazioni per il fatto che le sigarette elettroniche potessero creare dipendenza come le sigarette tradizionali, ma non sembra così – aggiunge il professor Hajek -. Colpisce il fatto che pochissimi non fumatori che provano le sigarette elettroniche diventano svapatori quotidiani, mentre molti non fumatori che provano le sigarette tradizionali diventano fumatori quotidiani. Chiaramente la presenza di nicotina non dev’essere l’unica responsabile di questo fenomeno”.

 

Foto: © ronstik - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 11/01/2018