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19-01-2018

Olio di palma: nuove linee guida da Efsa


Per la maggior parte dei consumatori il consumo di alimenti che contengono olio di palma non comporta rischi per la salute, ma potrebbe essere pericoloso per i forti consumatori delle fasce di età più giovane. È quanto emerge dalle nuove linee guida pubblicate dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), secondo cui nella peggiore delle ipotesi, i neonati nutriti esclusivamente con latte artificiale potrebbero lievemente superare il livello di sicurezza.


L’Efsa precisa che la sostanza chimica 3-monocloropropandiolo (3-Mcpd) e i suoi derivati chiamati esteri del 3-Mcpd sono contaminanti da processi alimentari presenti in alcuni alimenti e oli vegetali trasformati, principalmente nell’olio di palma. Questi composti si formano durante i processi di raffinazione degli oli. Il gruppo di esperti dell'Efsa sui contaminanti aveva valutato per la prima volta i rischi potenziali del 3-Mcpd nel 2016, ma ha deciso di rivedere la propria valutazione dopo che il Jecfa (Joint Fao/Who expert committee on food additives), il comitato congiunto Fao-Oms di esperti sugli additivi delle Nazioni Unite, ha stabilito un diverso livello di sicurezza (dose giornaliera tollerabile o Dgt). 


L'Autorità ha anche aggiornato il metodo utilizzato per calcolare la precedente Dgt, usando l’approccio della dose di riferimento (Bmd). Il gruppo scientifico ha applicato il metodo alla sua nuova valutazione del 3-Mcpd e, di conseguenza, ha innalzato il livello di sicurezza precedente di due volte e mezzo. Gli scienziati hanno quindi ricontrollato i dati relativi agli effetti di queste sostanze sullo sviluppo e sulla riproduzione, in particolare sulla fertilità maschile. Hanno calcolato i livelli ai quali potrebbero verificarsi effetti nocivi su reni e fertilità maschile, facendo in modo che la Dgt aggiornata sia “protettiva per entrambi i tipi di effetti”.


La nuova Dgt dell'Efsa è più vicina alla Dgt del Jecfa. I due organismi hanno utilizzato gli stessi dati tossicologici ma tecniche di estrapolazione della dose di riferimento differenti. Nonostante queste differenze tecniche, hanno raggiunto le stesse conclusioni generali sui possibili effetti nocivi del 3-Mcpd e sul livello di preoccupazione per la salute dei consumatori.