Esplorando il cervello:
ecco come ricordiamo
Saranno le luci, gli addobbi o le melodie che ascoltiamo per strada. L`atmosfera natalizia, col suo sapore un po` nostalgico, fa tornare alla mente dettagli e circostanze passate. Ma qual è il meccanismo cerebrale che permette di ricordare gli eventi più importanti della nostra vita?
Dal Max Planck Institute of Neurobiology di Martinsried in Germania arriva una novità: secondo i ricercatori, al contrario di quello che finora si è creduto, anche le sinapsi che permettono la trasmissione delle informazioni neuronali giocherebbero un ruolo chiave nella gerarchizzazione dei contenuti all`interno dei "cassetti" della nostra memoria.
Ognuna delle centinaia di miliardi di cellule nervose che compongono il nostro cervello, spiegano gli scienziati, trasmette le informazioni ricevute entrando in contatto con le cellule adiacenti. Il cervello, però, registra solo alcune delle informazioni scambiate tra le cellule a seconda delle priorità conoscitive determinate dall`esperienza.
Per molti anni si è creduto, scrivono gli scienziati sulla rivista Neuron, che solo la componente sinaptica adibita alla ricezione dei dati svolgesse un ruolo attivo nello smistamento delle informazioni "immagazzinate" temporaneamente nell`ippocampo. Usando un microscopio ad altissima risoluzione i ricercatori avrebbero invece adesso osservato come anche l`unità di trasmissione della sinapsi subisca un mutamento di stato nel corso della comunicazione neuronale.
“La cosa interessante – spiega Valentin Nargel, che ha guidato la ricerca – è che il numero di terminali sinaptici adibiti alla neurotrasmissione delle informazioni resta costante. Mentre il numero di sinapsi si riduce quando le informazioni non sono destinate a essere contenute nella memoria, altre sinapsi si riformano invece in altre regioni del tessuto neuronale”.
Occorreranno altri studi, commentano gli scienziati, per verificare se questi trasmettitori “emigrati” in altri luoghi permettano la trasmissione delle informazioni anche tra le cellule nervose fino a quel momento non coinvolte nella comunicazione tra neuroni. “La cosa certa per ora – conclude Nargel – è che non soltanto il `lato` della ricezione, ma anche il `lato` della sinapsi che riguarda la trasmissione delle informazioni partecipa al processo di gerarchizzazione dei contenuti da apprendere e da ricordare”.
Dal Max Planck Institute of Neurobiology di Martinsried in Germania arriva una novità: secondo i ricercatori, al contrario di quello che finora si è creduto, anche le sinapsi che permettono la trasmissione delle informazioni neuronali giocherebbero un ruolo chiave nella gerarchizzazione dei contenuti all`interno dei "cassetti" della nostra memoria.
Ognuna delle centinaia di miliardi di cellule nervose che compongono il nostro cervello, spiegano gli scienziati, trasmette le informazioni ricevute entrando in contatto con le cellule adiacenti. Il cervello, però, registra solo alcune delle informazioni scambiate tra le cellule a seconda delle priorità conoscitive determinate dall`esperienza.
Per molti anni si è creduto, scrivono gli scienziati sulla rivista Neuron, che solo la componente sinaptica adibita alla ricezione dei dati svolgesse un ruolo attivo nello smistamento delle informazioni "immagazzinate" temporaneamente nell`ippocampo. Usando un microscopio ad altissima risoluzione i ricercatori avrebbero invece adesso osservato come anche l`unità di trasmissione della sinapsi subisca un mutamento di stato nel corso della comunicazione neuronale.
“La cosa interessante – spiega Valentin Nargel, che ha guidato la ricerca – è che il numero di terminali sinaptici adibiti alla neurotrasmissione delle informazioni resta costante. Mentre il numero di sinapsi si riduce quando le informazioni non sono destinate a essere contenute nella memoria, altre sinapsi si riformano invece in altre regioni del tessuto neuronale”.
Occorreranno altri studi, commentano gli scienziati, per verificare se questi trasmettitori “emigrati” in altri luoghi permettano la trasmissione delle informazioni anche tra le cellule nervose fino a quel momento non coinvolte nella comunicazione tra neuroni. “La cosa certa per ora – conclude Nargel – è che non soltanto il `lato` della ricezione, ma anche il `lato` della sinapsi che riguarda la trasmissione delle informazioni partecipa al processo di gerarchizzazione dei contenuti da apprendere e da ricordare”.
di lidia baratta (09/12/2008)

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