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01-02-2018

Antibiotici: Oms, 500mila le infezioni resistenti nel mondo


Segnalati 500.000 casi di infezioni batteriche resistenti agli antibiotici in 22 Paesi. Lo evidenzia il primo rapporto pubblicato dal Sistema di sorveglianza antimicrobica globale (Glass) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo cui i batteri resistenti più diffusi sarebbero l’Escherichia coli, la Klebsiella pneumoniae, lo Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pneumoniae, seguiti dalla Salmonella. L’indagine, tuttavia, non include i dati sulla resistenza del Mycobacterium tuberculosis, il batterio responsabile della tubercolosi, poiché dal 1994 l'Oms lo monitora in modo separato, all’interno del “Global tuberculosis report”.


Attualmente sono iscritti al sistema globale di sorveglianza antimicrobica dell'Oms 52 Paesi, di cui 25 ad alto reddito, 20 a reddito medio e 7 a basso reddito. Per il primo rapporto, 40 Paesi hanno fornito informazioni dai loro sistemi di sorveglianza nazionali e 22 hanno fornito anche dati sui livelli di resistenza agli antibiotici. I risultati dell’indagine rivelano che tra i pazienti con sospetta infezione nel sangue, la percentuale di batteri resistenti ad almeno uno degli antibiotici più comunemente utilizzati varia significativamente tra i diversi Paesi, passando dallo zero all’82%. Nello specifico, la resistenza alla penicillina - usata per decenni in tutto il mondo per trattare la polmonite – passa dallo zero al 51%. Inoltre, tra l'8% e il 65% dei batteri di E. coli associati alle infezioni del tratto urinario risulta resistente alla ciprofloxacina, l’antibiotico comunemente utilizzato per curare queste patologie.

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