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Tumori: aumenta tasso di sopravvivenza, distanza tra paesi ricchi e poveri rimane

Il tasso di sopravvivenza globale del cancro è in aumento, ma resta un divario tra i paesi ricchi e quelli poveri. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet dai ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine, secondo cui i risultati complessivi dell’indagine sarebbero stati influenzati dai progressi compiuti negli Stati Uniti, in Canada, Australia, Nuova Zelanda, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, dove sono cresciute maggiormente le possibilità di sopravvivenza a distanza d cinque anni dalla diagnosi.

 

L’analisi ha esaminato i dati raccolti fino al 2014 da 322 registri dei tumori presenti in 71 paesi, relativi a 18 forme di cancro. Gli studiosi hanno rilevato una serie di disparità geografiche: per esempio, le donne che hanno ricevuto una diagnosi di cancro al seno negli Stati Uniti e in Australia tra il 2010 e il 2014, avevano una probabilità del 90% di essere ancora vive a distanza cinque anni, mentre in India la percentuale si fermava al 66%. La più grande differenza è stata però osservata in relazione ai tumori cerebrali infantili: in Svezia il tasso di sopravvivenza è pari all'80%, mentre in Brasile si ferma al 28,9%.

 

L’indagine rileva che il miglioramento del tasso di sopravvivenza non ha riguardato tutti i principali tipi di cancro. Il tumore al pancreas, infatti, continua a essere altamente letale, indipendentemente da dove vive il paziente, con una sopravvivenza a cinque anni che in genere risulta inferiore al 15%. È invece aumentato il tasso di sopravvivenza relativo ad altri due tipi di cancro che possono essere molto pericolosi: quello al polmone e quello al fegato. Per esempio, la sopravvivenza del cancro al fegato è aumentata di oltre il 10% in Corea del Sud, Svezia, Portogallo e Norvegia.

di n.c.
Pubblicato il 01/02/2018

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