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Lipidi e colesterolo, il ruolo nelle malattie metaboliche

L’eccessiva presenza di lipidi e il colesterolo alto potrebbero essere coinvolti nello sviluppo o nell’aggravamento di rare patologie muscolari, di malattie cardiovascolari e dell’epatite B. Lo suggeriscono tre studi pubblicati recentemente sulla rivista Journal of Lipid Research.

 

La prima indagine, condotta dai ricercatori canadesi della University of British Columbia di Vancouver e della University of Northern British Columbia di Prince George, ha rilevato che il colesterolo cattivo (Ldl) sarebbe correlato alla gravità delle disferlinopatie. Si tratta di malattie muscolari rare dovute alla mutazione del gene Dysf, che causa la perdita di funzionalità di una proteina chiamata disferlina e lo sviluppo della distrofia muscolare. Generalmente questa patologia risulta meno grave nei topi, perché negli animali non comporta la perdita della capacità di camminare, come avviene invece negli umani. Lo studio ha però dimostrato che i roditori portatori della mutazione genetica che sono stati privati dell’apolipoproteina E (Apoe) - una proteina plasmatica coinvolta nel trasporto del colesterolo – hanno riportato un incremento significativo dei livelli di colesterolo Ldl e, a differenza degli altri, hanno perso la capacità di camminare. Gli scienziati sperano che la scoperta consentirà di comprendere meglio lo sviluppo della malattia negli umani.

 

Durante la seconda ricerca, gli scienziati dell'Università del Connecticut di Storrs e Farmington (Usa) hanno osservato che i lipidi prodotti dai batteri phylum Bacteroidetes potrebbero contribuire allo sviluppo dell'aterosclerosi. Hanno, infatti, individuato depositi di questi grassi nelle pareti delle arterie carotidi. Gli esperti spiegano che un enzima umano può convertire questi lipidi di origine batterica in una molecola che scatena l'infiammazione, che è stata trovata in quantità elevate nei pazienti affetti da aterosclerosi. “Molti pensano che l'aterosclerosi sia causata dal consumo di cibi grassi – osserva Frank Nichols, che ha coordinato lo studio -, ma ora è evidente che altri lipidi prodotti dai batteri orali e intestinali si accumulano nelle arterie malate”. Resta da stabilire se l'accumulo di questi grassi possa causare le malattie cardiache o costituisca un effetto collaterale.

 

Nel corso del terzo studio, infine, i ricercatori del Tongji Hospital di Shanghai (Cina) hanno dimostrato che nelle persone affette da epatite B il consumo di alcolici potrebbe aumentare i livelli di colesterolo. La compresenza del virus dell'epatite B e dell’alcol accrescerebbe, infatti, la biosintesi del colesterolo, ne diminuirebbe l'utilizzo e ne ostacolerebbe l'assorbimento. Tutto questo finirebbe per provocare un accumulo di colesterolo nel fegato. 

 

Foto: © CLIPAREA.com - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 15/02/2018

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