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Obesità, il ruolo dei batteri intestinali

Il microbiota intestinale potrebbe svolgere un ruolo rilevante nello sviluppo dell'obesità e dell'insulino-resistenza. Lo sostengono, in una ricerca pubblicata sulla rivista Mucosal Immunology, gli scienziati statunitensi della Johns Hopkins University di Baltimora e dell’Università di Pittsburgh coordinati da David J. Hackam, che afferma: “Questo studio aumenta la nostra comprensione di come i batteri possano causare l'obesità, e abbiamo trovato particolari tipi di batteri nei topi che risultano fortemente legati alla sindrome metabolica. Con questa nuova conoscenza possiamo cercare dei modi per controllare i batteri responsabili di questo disturbo o i geni che vi sono correlati, con la speranza di prevenire l'obesità nei bambini e negli adulti”.

 

In una serie di esperimenti sui topi, i ricercatori americani hanno scoperto che la mancanza di una proteina chiamata Toll-like receptor 4 (Tlr4) nell'epitelio intestinale – lo strato di cellule che riveste l’intestino - sarebbe responsabile, almeno in parte, dello sviluppo della sindrome metabolica. I roditori privati geneticamente di Tlr4 hanno, infatti, accumulato molto più peso e grasso corporeo e hanno sviluppato una maggiore steatosi epatica e una resistenza all'insulina superiore rispetto agli animali normali, sia quando hanno ricevuto un’alimentazione standard, sia quando hanno seguito una dieta ipercalorica. 

 

Successivamente, gli studiosi hanno somministrato gli antibiotici ai topi privi di Tlr4 nell’epitelio intestinale e ai roditori normali. Hanno così scoperto che negli animali riprogrammati geneticamente gli antibiotici avevano ridotto significativamente la quantità di batteri presenti nel tratto intestinale e avevano prevenuto tutti i sintomi della sindrome metabolica. Ciò dimostra, secondo i ricercatori, che manipolare la composizione del microbiota intestinale potrebbe permettere di prevenire lo sviluppo della sindrome metabolica.

 

L’ipotesi è stata confermata dall’analisi dei microrganismi presenti nelle feci degli animali: nei topi privi di Tlr4 erano espressi in modo diverso, rispetto ai roditori normali, specifici gruppi di batteri che contribuiscono allo sviluppo della sindrome metabolica. In particolare, negli animali che non avevano Tlr4 i batteri esprimevano geni che li rendevano "meno affamati" e quindi meno capaci di digerire i nutrienti presenti nel cibo. Ciò comporta la disponibilità di una maggiore quantità di alimenti da assorbire per i topi, e contribuisce allo sviluppo dell'obesità. Alla luce di questi risultati, gli esperti ritengono che potrebbe essere possibile prevenire sindrome metabolica, obesità e diabete manipolando i livelli dei batteri intestinali o modificando i percorsi chimici e biologici dei geni che attivano il metabolismo.

 

Foto: © beawolf - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 12/03/2018

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