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30-11-2018

Cuore: il pericolo viene (anche) dall'inquinamento dell'aria


Il rapido aumento dei livelli d’inquinamento atmosferico potrebbe essere pericoloso per il cuore proprio come un’esposizione prolungata allo smog. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista European Journal of Preventive Cardiology dagli scienziati del Policlinico Universitario di Jena (Germania), secondo cui potrebbero essere a rischio anche le persone che risiedono in città poco inquinate.


Diversi studi hanno dimostrato che l'esposizione prolungata a elevate concentrazioni d’inquinamento atmosferico aumenterebbe il rischio di andare incontro a diverse malattie, compreso l’infarto. I ricercatori tedeschi hanno dimostrato che anche il rapido aumento nell’aria di sostanze inquinanti potrebbe essere dannoso per il cuore. Per giungere a queste conclusioni, hanno incluso nell’indagine tutti gli individui che sono stati ricoverati per attacco di cuore nell'ospedale universitario di Jena tra il 2003 e il 2010. I 693 pazienti risiedevano entro 10 km da Jena, una città di 100.000 abitanti in cui le concentrazioni di alcuni inquinanti atmosferici hanno superato i limiti giornalieri fissati dell'Unione Europea solo rare volte negli ultimi anni. 


Gli autori hanno verificato i livelli d’inquinamento atmosferico registrati nella cittadina nei giorni precedenti all’infarto di ciascun partecipante. Al termine dell’analisi, hanno scoperto che l’aumento superiore a 20 μg/m3 di ossido di azoto (NOx) nell’aria nelle 24 ore precedenti era associato a un rischio due volte maggiore di essere colpiti da attacco di cuore. 

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