Logo salute24

Dolce, salato, grasso: e se la scelta fosse scritta nei geni?

La tendenza dei bambini a preferire gli snack dolci, salati o grassi potrebbe avere origini genetiche, così come l’avversione per la verdura. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Nutrients dai ricercatori dell'Università di Guelph (Canada), secondo cui le varianti genetiche relative ai recettori del gusto potrebbero influenzare la scelta degli spuntini dei bimbi in età prescolare e predisporli all’adozione di cattive abitudini alimentari.

 

“I bambini mangiano molti più snack ora di quanto facessero un tempo, per cui riteniamo che osservare come la genetica sia correlata ai comportamenti adottati durante la merenda sia importante per comprendere l'aumento dell'obesità infantile – spiega Elie Chamoun, che ha diretto l’indagine -. Questa nuova ricerca potrebbe aiutare i genitori a capire i gusti dei loro figli, e come adattare la loro dieta per migliorarne le scelte nutrizionali”.

 

Gli autori hanno monitorato le abitudini alimentari di 47 bambini in età prescolare. Hanno così osservato che un terzo delle diete dei piccoli era costituito da snack. Hanno anche analizzato la saliva dei partecipanti per determinare il loro profilo genetico, scoprendo che quasi l'80% dei bimbi presentava almeno una delle tre varianti genetiche che predispongono all’adozione di cattive abitudini alimentari: la prima porta a preferire il gusto dolce, la seconda il gusto grasso, mentre la terza a evitare le verdure dal gusto amaro.

 

In particolare, gli studiosi hanno osservato che i piccoli dotati della variante che spinge ad amare il dolce tendevano a consumare snack ricchi di zuccheri e a farlo per lo più durante la sera. “È probabile che questi bambini mangino più merendine la sera - precisa il dottor Chamoun -, perché quando sono a casa hanno maggiore accesso ai cibi che contengono molti zuccheri”.

 

I bimbi che possedevano la variante genetica correlata alla sensibilità al gusto del grasso tendevano, invece, a fare spuntini più calorici e ad avvertirne di meno la pesantezza. “Gli snack ad alta densità energetica, come i biscotti con un sacco di zuccheri e di grassi, contengono un numero maggiore di calorie – osserva l’esperto -. Pertanto, sono snack che generalmente si desidera evitare”.

 

Anche i bambini dotati della variante genetica che spingeva a evitare le verdure amare tendevano a mangiare snack ad alta densità energetica. “Questi bimbi potrebbero sostituire le verdure sane con spuntini insalubri – sottolinea Chamoun -. Ecco perché potrebbero consumare più snack energetici, perché cercano di evitare quelli sani”.

 

I ricercatori reputano che riuscire a stabilire un legame consistente tra genetica e gusto potrebbe permettere di realizzare test capaci di aiutare i genitori a determinare quali varianti genetiche possiedono i loro figli. In questo modo, potrebbe essere possibile guidare le scelte dei bambini e aiutarli ad adottare abitudini più salutari. “Questo potrebbe rappresentare uno strumento prezioso per i genitori che, sulla base delle predisposizioni genetiche, potrebbero voler migliorare la dieta dei loro figli – conclude lo specialista -. Per esempio, se sai che tuo figlio ha un maggiore desiderio di cibi dolci dovuto a basi genetiche, potresti avere maggiori probabilità di limitare o ridurre l’accessibilità a questi cibi dentro casa”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 06/03/2018