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Microbiota intestinale, al centro di un nuovo approccio di salute mentale

Influenzare la composizione e l’attività del microbiota intestinale potrebbe favorire il trattamento di disturbi psichiatrici come l’ansia e le condizioni correlate a situazioni traumatiche. È quanto emerge da alcuni articoli pubblicati sulla rivista OMICS: A Journal of Integrative Biology, secondo cui i nuovi approcci terapeutici che coinvolgono i batteri intestinali potrebbero influire positivamente sulla salute mentale.

 

Nella prima indagine, il gruppo di ricerca diretto da Stefanie Malan-Muller della Stellenbosch University di Tygerberg (Sud Africa) ha esaminato i risultati delle analisi condotte sul rapporto tra microbiota e disturbi psichiatrici, come ansia e condizioni trauma e stress correlate. Sulla base dei dati osservati, il team incoraggia gli esperti di salute mentale a considerare lo studio del microbiota come una nuova frontiera della psichiatria biologica e della medicina postgenomica.

 

Gli scienziati diretti da Manousos E. Kambouris della Golden Helix Foundation di Londra (Regno Unito) hanno, invece, analizzato il nuovo campo della colturomica, l’isolamento di batteri da campioni fecali ottenuti da donatori per infusione di microbiota intestinale. In particolare, hanno esaminato il modo in cui potrebbe ampliare la portata della microbiologia e del suo contributo alla diagnostica e alla medicina personalizzata. 

 

Infine, nel terzo articolo i ricercatori coordinati da Kieran C. O'Doherty dell’Università di Guelph (Canada) evidenziano le opportunità offerte dall'impiego della ricerca sul microbiota umano nella pratica clinica, per migliorare la diagnosi e il trattamento dei pazienti affetti da malattia infiammatoria intestinale. Gli autori descrivono, in particolare, il modo in cui i dati sui batteri intestinali specifici del paziente potrebbero aiutare a individuare il trattamento terapeutico più adatto alle sue esigenze.

 

Foto: © barmaleeva - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 25/06/2019