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Stili di vita, microbiota e gli effetti sulla salute

La dieta e lo stile di vita influenzano la composizione del microbiota più della genetica. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Nature dagli scienziati del Weizmann Institute of Science di Rehovot (Israele), secondo cui la scoperta potrebbe avere importanti ripercussioni per la salute delle persone, perché modificare la composizione dei batteri presenti nell’organismo potrebbe proteggere da diverse malattie. 

 

L’indagine ha smentito l’ipotesi, avanzata in precedenza da alcuni ricercatori, che il microbiota - l’insieme dei microrganismi “ospitati” dal corpo umano – sarebbe influenzato dalla genetica. Secondo questa teoria, i geni determinerebbero l'ambiente che ospita i batteri: pertanto, il microbiota cambierebbe da una persona all’altra perché ogni particolare ambiente consente a determinati ceppi di batteri di prosperare. Ma gli studiosi israeliani hanno scoperto che, in realtà, la genetica dell'ospite svolge un ruolo decisamente minore nel determinare la composizione del microbiota. Sarebbe responsabile soltanto di circa il 2% delle differenze tra le popolazioni microbiche.

 

Per giungere a queste conclusioni, gli autori hanno analizzato i dati relativi a 1.046 cittadini israeliani che godevano di buona salute. La popolazione di Israele, spiegano i ricercatori, è molto diversificata, per cui rappresenta un campione ideale per indagare gli effetti delle differenze genetiche. Gli esperti hanno esaminato i dati genetici, la composizione del microbiota, le abitudini alimentari, lo stile di vita, i farmaci assunti e altre informazioni. Al termine dell’indagine, hanno rilevato che la composizione del microbiota è influenzata in modo predominante dalla dieta e dallo stile di vita.

 

Dopo aver scoperto questo, gli scienziati hanno cercato di rispondere alla seguente domanda: “Se le popolazioni di batteri non sono influenzate dalla genetica umana, come fanno a interagire con i geni per influire sulla salute delle persone?” Hanno così studiato le connessioni esistenti tra il microbiota e il peso, i livelli di colesterolo e glucosio nel sangue e altri parametri clinici. I risultati dell’analisi hanno dimostrato che per la maggior parte di questi fattori, l'associazione con il genoma dei batteri era almeno altrettanto forte, e in alcuni casi più forte, rispetto all'associazione con il genoma dell'ospite.

 

Gli esperti ritengono, pertanto, che modificare il regime alimentare e lo stile di vita possa influire positivamente sulla composizione del microbiota e, di conseguenza, migliorare lo stato di salute delle persone. “Non possiamo cambiare i nostri geni, ma ora sappiamo che possiamo influenzare, e persino rimodellare, la composizione dei diversi tipi di batteri che ospitiamo nei nostri corpi – spiega Eran Segal, che ha coordinato l’indagine -. I risultati della nostra ricerca sono abbastanza promettenti: suggeriscono che il nostro microbiota potrebbe costituire un mezzo potente per migliorare la nostra salute”.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 13/03/2018

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