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Dieta vegana, in gravidanza può mettere a rischio la salute del feto

Le scelte alimentari della futura mamma possono pregiudicare lo sviluppo del feto. Una dieta vegana o vegetariana seguita in gravidanza rischia infatti di provocare danni neurologici al nascituro. E proprio l'adesione a questo tipo di dieta, sempre più comune negli ultimi anni, è una delle possibili cause dell'aumento dei casi di deficit materno di vitamina B12, triplicati dai 42 del ai 126 del 2016.  

 

Il deficit materno di vitamina B12 può causare danni neurologici permanenti ai bambini come ricorda Carlo Dionisi Vici, responsabile di Patologia metabolica dell'ospedale Bambino Gesù di Roma: “La vitamina B12, o cobalamina, è contenuta principalmente negli alimenti di origine animale, ha un importante ruolo nello sviluppo del sistema nervoso centrale e il suo fabbisogno aumenta in gravidanza. Se la madre non ne assume abbastanza, o peggio non ne assume affatto, può creare al neonato dei danni neurologici già in utero, che proseguono e peggiorano nei mesi successivi, con l'allattamento”.

 

Lo screening neonatale

 

L'aumento dei casi di deficit materno di cobalamina è emerso dal rapporto tecnico della Simmesn, la Società Italiana per lo studio delle Malattie Metaboliche Ereditarie e lo Screening Neonatale: “Il deficit materno di vitamina B12 oggi colpisce circa 1 neonato su 4.000, quindi più di cento casi l'anno in Italia, che non sono affatto pochi. Questa condizione può essere provocata da una particolare forma di gastrite, la gastrite atrofica, che ostacola l'assorbimento della vitamina, o più spesso si riscontra nei figli degli immigrati provenienti da Paesi asiatici come il Pakistan, il Bangladesh o l'India, che per tradizione hanno una dieta prevalentemente vegetariana. Quello che sempre più frequentemente stiamo osservando – prosegue lo specialista – è la scelta di molte donne italiane di seguire la dieta vegana, che abolisce completamente l'assunzione di carne, pesce, uova e latte anche in gravidanza, senza mettere in conto i possibili pericoli che fanno correre ai loro bambini”. 

 

Il deficit “può essere identificato attraverso lo screening neonatale, ma per esso non c'è indicazione di legge. Il numero di deficit materni evidenziati negli ultimi anni è enormemente cresciuto a causa del miglioramento delle strategie usate per lo screening, tuttavia è possibile, anzi decisamente probabile, che molti di questi difetti possano ancora sfuggire”, aggiunge Giancarlo la Marca, presidente Simmesn e direttore del Laboratorio screening neonatale allargato dell'Azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze.

 

Integratori di B12

 

Sulle ricadute sulla salute delle diete vegetariane o vegane sono intervenute anche la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, la Federazione Italiana Medici Pediatri e la Società Italiana di Medicina Perinatale. Gli esperti hanno redatto un Position Paper dedicato all’adeguatezza di queste diete sulla crescita e lo sviluppo neurocognitivo dei bambini: “In alcuni casi, intere famiglie, a volte con conoscenze nutrizionali insufficienti, abbracciano nuovi modelli alimentari, intraprendendo un percorso che necessita peraltro di assunzioni calibrate dei diversi alimenti. I bambini quindi, soprattutto in questi casi, potrebbero venire esposti a stili alimentari non ideali per la loro crescita”, ricorda la dottoressa Margherita Caroli, coordinatore del Position Paper. 

 

Le gravide che dovessero seguire una dieta vegana, si ribadisce nel documento, “dati i rischi di carenza a cui sono esposte” hanno bisogno di assumere supplementi di vitamina B12: “Le madri carenti di questa vitamina nella loro alimentazione, devono assumere degli integratori durante la gravidanza e l'allattamento, perché i loro figli sono gravemente a rischio di malattia”, sottolinea La Marca.

 

Foto: © vasiliystepanov - Fotolia.com

 

 

di Vito Miraglia
Pubblicato il 05/03/2018