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Microbioma intestinale, anche lo stress può alterarlo

Anche l'intestino può “avvertire” lo stress. Secondo dei ricercatori della Georgia State University di Atlanta (Stati Uniti), l'esposizione allo stress psicologico altera la composizione del microbioma, l'insieme dei milioni di batteri che popolano l'intestino. La ricerca è stata realizzata su cavie ed è stata pubblicata su Behavioural Brain Research.

 

Il microbioma

 

L'intestino è noto come “secondo cervello” perché è un organo con una forte componente nervosa. Ecco perché molte emozioni sono sentite direttamente nella pancia, l'ansia per esempio, ed ecco perché uno dei disturbi più comuni che colpiscono l'intestino (la sindrome del colon irritabile) è stato associato proprio allo stress. Lo stress psicologico, oltre a pregiudicare il benessere mentale, potrebbe dunque interferire anche con la salute intestinale. Il legame tra cervello e intestino ha guadagnato l'attenzione della comunità scientifica. Si è visto ad esempio come il microbioma, la comunità di microrganismi presenti nell'intestino, sia in grado di inviare segnali al cervello.

 

Le ricadute dello stress sul tratto digestivo sono state al centro della ricerca degli scienziati di Atlanta che hanno portato avanti delle sperimentazioni su delle cavie. La situazione di stress sociale configurata dai ricercatori era relativa alla relazione tra le cavie, una specie di criceti che quando vengono accoppiati tendono a definire una gerarchia di dominio. In ogni coppia di maschi adulti si determina cioè un dominante (un “vincitore”) e un subordinato (un “vinto”).

 

Lo studio

 

Prima dell'interazione tra le cavie i ricercatori hanno prelevato un campione di microbioma, anche al termine di questo primo incontro e dopo nove incontri in totale. Lo stesso è stato fatto in un gruppo di cavie che non hanno interagito e che dunque non hanno subito alcuna forma di stress: “Abbiamo visto che anche una sola esposizione allo stress sociale cambiava il microbioma intestinale, un effetto simile a ciò che è stato osservato con l'esposizione ad agenti stressogeni più severi. La variazione, inoltre, era maggiore dopo più esposizioni”, spiega la ricercatrice Kim Huhman.

Una delle ipotesi della ricerca – spiegano gli studiosi – è che le alterazoni del microbioma sarebbero state più rilevanti nei “vinti” che nei “vincitori”. Gli sconfitti, infatti, mostravano un maggior rilascio dell'ormone dello stress rispetto ai dominanti: “Lo stress sociale – continua Huhman – indipendentemente da chi avesse vinto, ha portato a variazioni simili anche se i singoli batteri che avevano subito gli effetti dello stress erano diversi tra 'vincitori' e 'vinti'. Benché non sia possibile dirlo con certezza, l'impatto dello stress sociale potrebbe essere stato in un certo modo maggiore per le cavie subordinate”.

 

Un'altra evidenza è emersa dall'analisi dei campioni di microbioma prelevati prima dell'esposizione allo stress: “Alcuni batteri sembravano prevedere se una cavia sarebbe diventata un 'subordinato' o un 'dominante”.

In conclusione, sottolineano i ricercatori, i dati suggeriscono che la comunicazione tra intestino e stress è bi-direzionale con lo “stress che influenza il microbioma e con alcuni specifici batteri che a loro volta rilevano per il tipo di risposta allo stress”, aggiunge Benoit Chassaing, un altro ricercatore.

 

 

Foto: © nobeastsofierce - Fotolia.com

 

 

di Vito Miraglia
Pubblicato il 05/04/2018