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Vaccini, verso il raggiungimento delle soglie di sicurezza

Soglie di sicurezza raggiunte. Con l'introduzione degli obblighi vaccinali ai fini dell'iscrizione scolastica le quote ottimali di copertura sembrano essere state centrate. “Secondo dati preliminari e parziali le coperture sono cresciute molto per il vaccino esavalente – saremmo sopra addirittura la soglia del 95% – e per il morbillo abbiamo una forte crescita, superiore del 6% e quindi anche in questo caso ci avvicineremmo a quella soglia”, ha detto Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità.

La soglia del 95% è quella che garantisce la cosiddetta immunità di gregge e, dunque, una protezione indiretta a chi non può vaccinarsi per motivi di salute. Prima dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni sui vaccini le coperture erano scese comportando, ad esempio, la recrudescenza di una patologia pericolosa come il morbillo. Nel 2017, dopo la Romania, l'Italia è stato il Paese dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo ad aver segnalato al Centro europeo per il controllo delle malattie più casi di morbillo.

Dopo un aumento fino al 2010 delle coperture per i vaccini obbligatori, successivamente c'è stata invece una tendenza al ribasso. Per il vaccino esavalente, che protegge contro difterite, tetano, epatite B, infezione da Haemophilus influenzae di tipo B, poliomielite e pertosse, le coperture in età pediatrica (a 24 mesi) si aggirano intorno al 93% (ultimi dati relativi al 2016). Ancor più bassa la copertura vaccinale per il morbillo, sempre a 24 mesi, ferma a poco più dell'87%.

 

Milioni di contagi evitati

 

I benefici dei vaccini, in termini di prevenzione di contagi e di decessi, sono stati analizzati in un recente studio coordinato dall'Istituto superiore di Sanità e pubblicato sulla rivista scientifica Vaccine. Al centro dell'analisi l'impatto dei programmi di immunizzazione relativi a difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella e malattia invasiva da meningococco. L'arco temporale preso in considerazione era compreso tra il 1900 e il 2015.

Gli autori dello studio hanno visto che grazie alle vaccinazioni sono state prevenuti più di 70mila decessi per difterite, tetano e poliomielite che nel secolo scorso, più delle altre malattie infettive, erano causa di decesso. Solo con i vaccini, inoltre, sono stati evitati oltre 4 milioni di contagi, più di uno su tre nei bambini nei primi anni di vita. L'efficacia dei programmi di immunizzazione è stata massima per la difterite, ma anche per la parotite, la varicella e il morbillo.

I dati dimostrano dunque come sia necessario mantenere un livello ottimale di coperture vaccinali. Malattie scomparse in Italia, ad esempio la stessa difterite o la poliomielite, potrebbero ritornare dal momento che gli agenti patogeni responsabili sono circolanti in diverse parti del mondo.

 

Foto: © casanowe - Fotolia

 

di Vito Miraglia
Pubblicato il 15/03/2018