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Sistema immunitario, con troppi grassi favorisce l'ostruzione delle arterie

Grassi e colesterolo in eccesso “corrompono” il sistema immunitario favorendo la formazione di placche che bloccano le arterie. Con la cosiddetta Western Diet, un tipico regime occidentale con un alto apporto di grassi saturi, alcune cellule immunitarie anziché proteggere i vasi sanguigni promuoverebbero l'infiammazione e dunque l'aterosclerosi. Ma il colesterolo “buono” ostacolerebbe questo processo permettendo a queste cellule di mantenere la loro funzione di difesa dei vasi. È la conclusione di uno studio condotto dal La Jolla Institute For Allergy and Immunology di San Diego (Stati Uniti) realizzato su modelli sperimentali e pubblicato su Nature Communications.

Aterosclerosi e infiammazione

I ricercatori hanno rivelato il comportamento di alcune particolari cellule immunitarie, le cellule T regolatorie, nei topi pertanto non è certo che gli stessi processi si verifichino anche nell'uomo. Si tratta, in ogni caso, di evidenze che rendono più chiaro il rapporto tra dieta, sistema immunitario e rischio cardiovascolare: “Si pensa che l'aterosclerosi riguardi solo colesterolo, dieta ed esercizio fisico ma in realta è una malattia immunitaria”, spiega l'autrice dello studio Dalia Gaddis. “L'ostruzione delle arterie – continua – è dovuta in gran parte alla reazione del sistema immunitario all'eccesso di colesterolo e ai lipidi presenti sulle pareti dei vasi sanguigni”.

L'aterosclerosi è la causa principale di eventi cardiovascolari avversi come infarto e ictus cerebrale. Negli anni è cresciuto l'interesse della comunità scientifica circa il ruolo dell'infiammazione in questo processo in cui i vasi sanguigni vedono il loro lume restringersi per la presenza di placche che possono infine instabilizzarsi e formare un trombo.

Colesterolo HDL protegge i vasi

Per analizzare il coinvolgimento del sistema immunitario nell'aterosclerosi i ricercatori hanno guardato alle cellule T regolatorie, cellule che proteggono i vasi sanguigni prevenendo l'aterosclerosi. Dopo quindici settimane di Western Diet, nei topi il loro numero si era fortemente ridotto.

In laboratorio sono stati utilizzati due marcatori per tracciare il ruolo delle cellute T regolatorie. Il primo su una proteina (Foxp3) che permette di riconoscere facilmente tali cellule ma che scompare quando queste si trasformano; il secondo marcatore ha ovviato a questo inconveniente perché è prodotto dalle cellule T e “trattenuto” nonostante il cambio di identità.

Al termine della ricerca si è visto che nell'aorta dei topi erano presenti cellule T regolatorie ma in quelli alimentati con la Dieta occidentale molte di queste si erano trasformate. Erano diventate cellule T helper follicolari, in genere attive contro le infezioni virali e batteriche. Ulteriori test hanno dimostrato che queste cellule promuovevano l'aterosclerosi: bloccandole, si è visto che lo sviluppo di placche nelle arterie dei topi nutriti con la Western Diet rallentava.

Con questa dieta le cellule assumono dunque un ruolo pro-infiammatorio, tuttavia il cambio di identità può essere contrastato grazie al colesterolo “buono”. I ricercatori hanno somministrato ai topi la componente primaria del colesterolo HDL, l'alipoproteina AI. In questo modo si è visto che le cellule T regolatorie resistevano agli effetti della dieta occidentale e non mutavano in cellule T helper follicolari.

 

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di Vito Miraglia
Pubblicato il 23/03/2018