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Lombalgia, ne soffre oltre mezzo miliardo di persone nel mondo

La lombalgia colpisce 540 milioni di persone e rappresenta la principale causa di disabilità al mondo. Tuttavia, spesso non viene curata in modo appropriato. È quanto emerge da tre articoli pubblicati sulla rivista The Lancet da un gruppo di ricerca internazionale diretto da Rachelle Buchbinder della Monash University di Melbourne (Australia), secondo cui anziché restare a riposo e assumere antidolorifici - che sarebbero poco efficaci e potrebbero dare assuefazione -, chi soffre di mal di schiena dovrebbe continuare a lavorare e a rimanere attivo.

 

“La maggior parte dei casi di lombalgia risponde a semplici terapie fisiche e psicologiche che aiutano le persone a mantenersi attive e consentono loro di andare a lavoro – spiega la dottoressa Buchbinder -. Spesso, tuttavia, vengono promossi trattamenti più aggressivi e di dubbia utilità”.

 

Gli esperti spiegano che la lombalgia affligge soprattutto gli adulti in età lavorativa, e che raramente viene individuata una causa specifica per questo disturbo. Sebbene nella maggior parte dei casi abbia una durata breve, circa un terzo dei pazienti viene colpito nuovamente dal mal di schiena entro un anno dal primo episodio. Di conseguenza, la lombalgia è sempre più ritenuta come una condizione di lunga durata. Per questo motivo, i ricercatori evidenziano la necessità di istruire più correttamente i pazienti e gli operatori sanitari sulle cause e sugli effetti della lombalgia, oltre che sull'efficacia dei diversi trattamenti.

 

“In molti paesi gli antidolorifici, che hanno un effetto positivo limitato, vengono abitualmente prescritti per il trattamento della lombalgia - precisa Nadine Foster, co-autore dello studio e docente presso l'Università di Keele (Regno Unito) -, mentre viene attribuita poca importanza agli interventi di comprovata efficacia, come gli esercizi fisici”.

 

Foto: © CLIPAREA.com - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 03/04/2018

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