Logo salute24

Le prime esperienze di vita modificano il Dna cerebrale in età adulta

Le esperienze vissute durante i primi anni di vita potrebbero modificare il Dna del cervello, determinando effetti visibili anche in età adulta. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Science dai ricercatori del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla (Usa), secondo cui la scoperta potrebbe aiutare a fare luce sui disturbi mentali, in particolare su depressione e schizofrenia.

 

Gli scienziati hanno osservato che le cure materne ricevute durante la prima infanzia possono influenzare il genoma. Per giungere a queste conclusioni, hanno monitorato l’assistenza che alcuni topi hanno avuto in tenera età dalle loro madri. Successivamente, hanno analizzato il Dna dell’ippocampo - una regione del cervello coinvolta nelle emozioni e nella memoria, le cui anomalie sono state collegate ad alcuni disturbi psichiatrici – degli animali durante il loro sviluppo.  Al termine dell’esperimento, gli autori hanno scoperto che nel Dna dei topi che erano stati trascurati dalle madri era presente un numero maggiore di copie di trasposoni o “geni saltatori” - frammenti di Dna in grado di fare copie di se stessi e di spostarsi da un punto all'altro del genoma -, rispetto a quello presente nel genoma dei roditori che avevano ricevuto più cure materne. 

 

In precedenza lo stesso team aveva scoperto che il Dna delle cellule cerebrali dei mammiferi può cambiare durante lo sviluppo, proprio a causa della replicazione dei trasposoni, e che questo processo non sarebbe casuale. Alla luce dei risultati del nuovo studio, gli scienziati ritengono che i soggetti che ricevono poche cure durante la prima infanzia potrebbero subire uno stress capace di stimolare una maggiore replicazione dei geni.

 

“Ci viene insegnato che il nostro Dna è stabile e immutabile ed è ciò che ci rende ciò che siamo, ma in realtà è molto più dinamico - afferma Fred “Rusty” Gage, che ha coordinato la sperimentazione -. Ci sono geni nelle cellule che sono in grado di copiare se stessi e di spostarsi, e questo significa che, in qualche modo, il Dna cambia. Questi risultati confermano gli studi sull'infanzia trascurata, che mostrano come possa determinare alterazioni nei modelli di metilazione del Dna di altri geni. Questa scoperta è fonte di speranza, perché una volta compreso il meccanismo, è possibile iniziare a sviluppare strategie d’intervento”.

 

Foto: © Sergey Nivens - Fotolia.com 

di Nadia Comerci
Pubblicato il 06/03/2019