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Invecchiamento, nuovi vasi sanguigni per rallentare la perdita di massa muscolare

Contrastare gli effetti dell'età, come una peggiore capacità di resistenza fisica, grazie a nuovi vasi sanguigni. È quanto sono stati in grado di fare dei ricercatori guidati da scienziati del Massachusetts Institute of Technology di Boston (USA). Il team ha promosso la crescita di nuovi vasi in un gruppo di topi anziani migliorando la loro funzione muscolare. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Cell.

Proteine e longevità

Lo studio è l'ultimo capitolo di un filone di ricerca su cui uno degli autori, Leonard Guarente, sta lavorando oltre due decenni. Nei primi anni '90 lo scienziato aveva scoperto che le sirtuine, una classe di proteine presenti in quasi tutti gli animali, proteggevano i lieviti dalle conseguenze dell'invecchiamento. Successivamente effetti simili sono stati riscontrati anche in molti altri organismi. In quest'ultima ricerca si è deciso invece di esplorare il ruolo di queste proteine nelle cellule endoteliali che rivestono l'interno dei vasi sanguigni.

Il team di ricerca ha portato avanti le sue sperimentazioni su topi di sei mesi di età. Hanno cancellato il gene SIRT1 che codifica la sirtuina principale dei mammiferi nelle cellule endoteliali. Si è visto che la densità capillare delle cavie si riduceva e che i roditori non erano in grado correre allo stesso modo di topi coetanei su cui i ricercatori non erano intervenuti.

In seguito si è cercato di vedere cosa sarebbe successo se fossero stati aumentati i livelli di sirtuina in topi anziani, di 18 mesi. È stato somministrato loro un composto chiamato NMN, precursore di il coenzima NAD che attiva il gene SIRT1. I suoi livelli, in genere, si riducono con l'avanzare dell'età. La somministrazione di NMN è durata due mesi. Al termine la densità capillare dei topi era ai livelli di quella dei roditori più giovani con le cavie che, inoltre, avevano beneficiavano di un  miglioramento della loro capacità di resistenza, dal 56% all'80%. Questi effetti sono stati rilevati anche in topi più anziani, fino a 32 mesi di età (paragonabili agli 80 anni dell'essere umano).

“Invecchiando il numero di vasi sanguigni decresce – spiega Guarente – e così si riduce la loro capacità di portare nutrienti e ossigeno ai tessuti, come i muscoli, contribuendo al loro declino. I precursori che aumentano il coenzima NAD controbilanciano tale declino, riattivano SIRT1 e ripristinano la funzione nelle cellule endoteliali per incrementare il numero di vasi sanguigni”.

Oltre al composto NMN ai topi era stato somministrato un altro attivatore della sirtuina, il sulfido di idrogeno.

Muscoli e invecchiamento

Nel corso della ricerca l'attività di SIRT1 nelle cellule endoteliali si è rivelata essenziale per veicolare gli effetti dell'esercizio fisico che nei giovani topi stimola la crescita di nuovi vasi sanguigni e rinforza i muscoli. Questi benefici non sono stati riscontrati nelle cavie di 10 mesi impegnate in un programma di attività fisica di quattro settimane e in cui i ricercatori avevano “silenziato” SIRT1 nelle cellule endoteliali.

Secondo gli scienziati, se confermati nell'uomo, questi risultati suggerirebbero che l'aumento dei livelli di sirtuine potrebbe aiutare gli anziani a recuperare la massa muscolare con l'esercizio. Diverse ricerche condotte sull'uomo hanno infatti mostrato che la perdita di massa muscolare associata all'invecchiamento può essere parzialmente contrastata con l'attività fisica, specialmente con l'utilizzo di pesi.

 

Foto: © Sebastian Kaulitzki - Fotolia.com

 

di Vito Miraglia
Pubblicato il 26/03/2018

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