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Con meno calorie si invecchia meglio, e più tardi

Ridurre del 15% l’apporto quotidiano di calorie per due anni potrebbe rallentare l’invecchiamento e proteggere dalle patologie legate all’età. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism dai ricercatori del Biomedical Research Center di Baton Rouge (Usa) e del Florida Hospital and Sanford-Burnham Medical Research Institute di Orlando (Usa), secondo cui mangiare di meno potrebbe diminuire in modo significativo lo stress ossidativo sistemico, che risulta associato ad Alzheimer, Parkinson, cancro, diabete e altre malattie. “Limitare l’introito di calorie può rallentare il metabolismo basale – precisa Leanne M. Redman, che ha diretto l’indagine -, e se i sottoprodotti del metabolismo accelerano i processi d’invecchiamento, la restrizione calorica prolungata per diversi anni può aiutare a ridurre il rischio di malattie croniche e prolungare la vita”.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno reclutato 53 individui di entrambi i sessi, di età compresa tra 21 e 50 anni, che non erano obesi e godevano di buona salute. Li hanno suddivisi in due gruppi: 19 sono stati incaricati di seguire un regime alimentare normale, mentre gli altri 34 di ridurre del 15% l’introito giornaliero di calorie. Dopo due anni, i soggetti che avevano limitato l’apporto calorico quotidiano avevano perso in media quasi 9 kg, anche se non erano andati incontro a particolari sacrifici e la perdita di peso non rappresentava l'obiettivo della sperimentazione. Non hanno riportato effetti avversi, come anemia, eccessiva perdita ossea o disturbi mestruali. Al contrario, presentavano parametri correlati all’invecchiamento migliori rispetto a quelli del gruppo di controllo e hanno mostrato un miglioramento dell'umore e della qualità della vita in termini di salute. “Abbiamo scoperto che anche le persone che sono già sane e magre possono beneficiare di un regime di restrizione calorica”, osserva la dottoressa Redman.

 

Secondo gli scienziati, la restrizione calorica avrebbe permesso di rallentare il metabolismo, un fenomeno che favorirebbe un invecchiamento in salute. I ricercatori spiegano che bruciare l’energia in modo più efficiente aiuterebbe, infatti, a vivere più a lungo. Inoltre, ritengono che limitare l’apporto di calorie permetterebbe di ridurre la produzione di radicali liberi e, quindi, di diminuire il danno ossidativo ai lipidi, alle proteine e al Dna, che risulta collegato allo sviluppo di malattie croniche come l'aterosclerosi, il cancro, il diabete e l'artrite reumatoide. “Sappiamo dagli studi sui mammiferi che quanto più piccole sono le loro dimensioni, più veloce è il loro metabolismo e minore è la loro longevità – conclude l’esperta -. La restrizione calorica sarebbe in grado di ringiovanire sulla base di due delle più antiche teorie sull'invecchiamento umano: il lento metabolismo della ‘teoria della velocità di vivere’ e la teoria del danno ossidativo”.

 

Foto: © Gerhard Seybert - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 29/03/2018

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