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Corpo umano, scoperto un nuovo organo: è l'interstizio

Un “nuovo” organo o, meglio, un “vecchio” organo ma osservato in maniera più accurata, è stato scoperto da un gruppo di ricercatori attivi negli Stati Uniti. È l'interstizio, il tessuto connettivo presente in tutto l'organismo che un tempo si pensava fosse denso e compatto e che ora emerge nella sua vera natura: un complesso di spazi pieni di fluido, interconnessi tra loro e legati insieme da una rete di proteine. L'interstizio giocherebbe un ruolo di rilievo nel funzionamento di diversi organi e nei meccanismi che caratterizzano molte patologie.

I risultati della ricerca sono stati illustrati in un articolo pubblicato su Scientific Reports. Questo tessuto anatomico è presente sotto la superficie cutanea, nel tratto digestivo, in quello urinario e polmonare, nella fascia tra i muscoli, nell'apparato circolatorio. È al contempo resistente e flessibile per la presenza di proteine come il collagene e l'elastina e pertanto riesce ad assorbire gli shock derivanti dal funzionamento di organi, muscoli e vasi che pulsano, pompano e si schiacciano.

Una nuova tecnologia

Il primo sguardo all'interstizio l'hanno dato due ricercatori del Beth Israel Medical Center, due endoscopisti che stavano sondando i dotti biliari di un paziente con tumore. La felice scoperta è stata possibile grazie all'utilizzo di una modernissima tecnologia, l'endomicroscopia confocale laser che combina l'azione dell'endoscopio (la sottilissima sonda con microcamera per osservare gli organi interni), quella di un laser che illumina i tessuti e quella di sensori che ne analizzano le aree illuminate. La visione offerta dall'endomicroscopio è quella di un tessuto vivo, non immobile come avviene nella tradizionale diagnostica al microscopio.

I due ricercatori si sono imbattuti in un reticolo di cavità sotto la mucosa. Quando il tessuto è stato analizzato con la biopsia, il reticolo scompariva. Secondo i ricercatori gli spazi ristretti visti nella biopsia erano i resti dei compartimenti precedentemente riempiti di fluido e collassati che costituivano l'interstizio.

Per completare il lavoro di ricerca sono stati raccolti dei campioni di questo tessuto dai dotti biliari di dodici pazienti oncologici sottoposti a intervento chirugico al pancreas e ai dotti stessi. Prima di interrompere l'afflusso di sangue a questi tessuti, i ricercatori hanno utilizzato la nuova tecnologia per osservare i tessuti vivi. Lo spazio riconosciuto nei dotti biliari è stato poi facilmente osservato in tutto l'organismo.

Tumori e malattie infiammatorie

Sono diverse le implicazioni di questa scoperta, secondo i ricercatori provenienti anche dalla New York University School of Medicine. Ad esempio il fatto che questo tessuto possa essere percorso dai fluidi in movimento potrebbe spiegare perché il cancro che lo invade ha molte più probabilità di diffondersi nell'organismo. Inoltre le cellule che risiedono in questo tessuto cambiano con l'età e possono contribuire all'insorgenza delle rughe della pelle, all'irrigidimento degli arti o alla progressione di malattie infiammatorie, sclerotiche e fibrotiche.

L'interstizio rappresenterebbe uno degli organi maggiori del corpo umano, “sfuggito” allo sguardo di medici e ricercatori per via degli strumenti e dei processi utilizzati per analizzare i tessuti anatomici: “Per questo i tessuti riempiti di fluidi del nostro organismo sembrano solidi. La nostra scoperta potrebbe comportare importanti progressi nella medicina, inclusa la possibilità di utilizzare il campionamento del fluido intestiziale come un potente strumento diagnostico”, dice Neil Theise, tra gli autori dello studio.

 

Foto: Jill Gregory. Printed with permission from Mount Sinai Health System, licensed under CC-BY-ND.

di Vito Miraglia
Pubblicato il 30/03/2018

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