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Jet lag, i picchi notturni dell'ormone dello stress portano all'aumento di peso

Mantenere alti livelli di cortisolo anche di sera e di notte è una possibile causa dell'aumento di peso perché si intensifica la formazione di grasso. Ecco perché le alterazioni del ritmo sonno-veglia dovute al jet lag, il lavoro su turni e lo stress cronico possono lasciare in eredità chili di troppo. È la spiegazione molecolare che sta dietro questa associazione individuata da ricercatori della Stanford University in uno studio pubblicato su Cell Metabolism. In altre parole, ciò che conta è quando si verificano le variazioni della curva di produzione del cortisolo.

Ormoni e stress

Il cortisolo è un ormone glucocorticoide ed è prodotto dal surrene. È noto come ormone dello stress perché quando l'organismo è sottoposto a tensioni la sua produzione aumenta comportando l'incremento di grassi e zuccheri nel sangue, fonti di energia per l'organismo. In un soggetto in salute, in condizioni normali, la curva del cortisolo segue un certo ritmo circadiano nelle 24 ore: il picco è raggiunto intorno alle otto del mattino, poi comincia a diminuire fino a toccare il minimo di notte, verso le tre del mattino successivo.

La sua quantità è maggiore al risveglio per dare all'organismo l'energia per cominciare la giornata o, ancora, per stimolare l'appetito. Tra gli elementi che alterano il ciclo del cortisolo ci sono, ad esempio, l'esercizio fisico, che comporta un aumento contenuto dei suoi livelli e lo stress, che invece influisce pesantemente: lo stress continuo fa sì che il cortisolo sia alto anche di sera pregiudicando il normale ritmo sonno-veglia.

Le variazioni di questa curva e il momento in cui si verificano sono fondamentali per l'aumento di peso, suggeriscono i ricercatori. Gli scienziati hanno guardato infatti alla relazione tra il cortisolo e le cellule precorritrici delle cellule del tessuto adiposo.

Il cortisolo “sveglia” le cellule che diventano grasso

Normalmente il 10% delle cellule di grasso ogni anno muore e viene rimpiazzato da nuove cellule; in questo processo giocano un ruolo fondamentale le variazioni di cortisolo. I glucocorticoidi, infatti, innescano la conversione delle cellule precorritrici in cellule di grasso di cui il tessuto adiposo è ricco. In condizioni fisiologiche meno dell'1% si converte allo scopo di rinnovare e mantenere un tessuto adiposo sano. Ma perché solo questa piccola percentuale di cellule si trasforma e non lo fanno tante altre quando aumentano i livelli di cortisolo, ad esempio, dopo un allenamento? E perché jet lag e stress cronico, caratterizzati da eccesso di cortisolo, possono essere comportare un aumento di peso, così come l'assunzione di farmaci glucocorticodi, ad esempio per il trattamento dell'artrite reumatoide?

Il team ha condotto delle sperimentazioni su cellule precorritrici di grasso esposte al cortisolo nell'arco di quattro giorni per vedere quante maturassero in cellule adipose. Si è visto che la maturazione di queste cellule si intensificava se i livelli di cortisolo si mantenevano bassi per meno di 12 ore, quindi a fronte di elevati livelli di cortisolo più duraturi. È emerso inoltre come le cellule ancora “immature” fossero in grado di percepire la durata delle oscillazioni dei livelli di cortisolo, di ignorare gli aumenti estemporanei dell'ormone e di rispondere, invece, a quelli costanti.

La ricerca potrebbe avere implicazioni per il controllo del peso nell'uomo: “Il “quando” dello stress conta”, spiega Mary Teruel, tra i suoi autori. “I nostri risultati suggeriscono che se lo stress è cronico o si assumono farmaci glucocorticoidi di notte, la perdita delle normali oscillazioni dei livelli di cortisolo risulterà in un significativo aumento di peso”.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 04/04/2018