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Cuore, cavoli e broccoli per prevenire l'aterosclerosi

Come prevenire ictus e infarti nella terza età? Aumentando il consumo di verdure e soprattutto di broccoli, cavoli e cavoletti di Bruxelles. Un'indicazione suggerita da uno studio australiano e valida solo per le donne. Le crucifere contengono infatti dei componenti bioattivi che rallenterebbero la progressione dell'aterosclerosi, la principale causa delle malattie cardiovascolari. La ricerca è stata pubblicata su Journal of the American Heart Association.

Il team di ricerca ha condotto lo studio su circa mille donne con almeno 70 anni d'età tracciando le loro abitudini alimentari con dei questionari. Nel novero degli ortaggi sono state incluse queste categorie: crucifere (cavolo, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles e broccoli); aglio, cipolla e porro; ortaggi gialli, rossi e arancioni (come pomodori, peperoni, carote e zucca, barbabietola rossa); verdura a foglia verde (lattuga, spinaci, sedano, bietola); legumi (piselli, fagioli, soia, tra gli altri).

In particolare è stata esaminata l'associazione tra l'aterosclerosi e l'apporto totale di ortaggi, oltre a quello di crucifere. L'aterosclerosi è la condizione caratterizzata dall'accumulo di depositi di colesterolo e altro materiale lungo le pareti delle arterie. Queste placche ostruiscono la circolazione sanguigna e possono staccarsi andando a formare un trombo in un processo che può portare all'insorgenza di un infarto del miocardio o di un ictus. Per definire la severità dell'aterosclerosi i ricercatori hanno guardato allo spessore delle arterie carotidi.

Ci si è concentrati sulle donne anziane perché i fattori di rischio per le malattie vascolari sono differenti tra i due sessi e perché la malattia cardiovascolare spesso è vista come una malattia “maschile” portando a sottostimare e sottotrattare le donne anziane.

Un aiuto dagli antiossidanti?

È emerso che, indipendentemente dai fattori di rischio cardiovascolare e dello stile di vita, le donne che mangiavano più verdure, e soprattutto più crucifere, avevano arterie carotidi più sane. Secondo i ricercatori, pertanto, le crucifere possono aiutare molto nel ridurre il rischio di malattia cardiaca grazie all'effetto protettivo nei confronti dell'apparato vascolare: “Ci sono moltissime evidenze che correlano le diete ricche di verdure con un minor rischio di malattia cardiaca e ictus”, dice Lauren Blekkenhorst, della University of Western Australia di Perth, tra gli autori della ricerca.

Se i risultati di questo studio dovessero essere confermati, le linee guida di una corretta alimentazione dovrebbero sottolineare l'importanza di aumentare il consumo di crucifere per contenere il rischio di malattia vascolare, concludono i ricercatori. Secondo una ricercatrice che non ha preso parte allo studio, tuttavia, è ancora troppo presto per sostenere con certezza che siano le crucifere le verdure più benefiche: “Il messaggio non dovrebbe essere che solo aggiungendo crucifere a qualsiasi dieta il rischio cardiaco diminuisce”, dice Alice H. Lichtenstein della Tufts University di Boston. Ciò che va incoraggiato è il consumo di tutte le verdure.

Resta infine ancora poco chiaro quali siano i componenti bioattivi che possono rallentare la progressione dell'aterosclerosi. L'ipotesi è che la ricchezza di nutrienti e di composti fitochimici, oltre al basso apporto di calorie, possa essere la chiave. Tra questi i polifenoli, con la loro possibile azione antiossidante contro il colesterolo che si infiltra nelle pareti delle arterie, oppure il sulforafano, un composto del gruppo degli Isotiocianati, che rallenta lo stress ossidativo. Questi aspetti e la correlazione tra aterosclerosi e consumo di verdure negli anziani sarà oggetto di prossime ricerche.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 05/04/2018