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11-04-2018

Alcol e salute: la situazione del 2017


In Italia il consumo di vino durante i pasti è diminuito, mentre è cresciuta l’assunzione occasionale e fuori pasto di bevande alcoliche. Lo evidenzia la “Relazione del Ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati”, trasmessa al Parlamento il 21 marzo 2018, che analizza il consumo di alcolici tra la popolazione italiana durante il 2016 e descrive le azioni di prevenzione adottare durante il 2017 dal Ministero e dalle Regioni per limitare l’assunzione rischiosa e dannosa di alcol.


Nel 2016 è diminuito il numero dei consumatori giornalieri di alcol rispetto all’anno precedente. È invece cresciuta la quota dei consumatori occasionali di bevande alcoliche, passata dal 42,2% del 2015 al 43,3% del 2016. Sono anche aumentate le persone che bevono alcolici fuori dai pasti, passate dal 26,9% del 2014, al 27,9% del 2015, fino al 29,2% del 2016.


La relazione sottolinea che nel 2016 la prevalenza dei consumatori a rischio ha raggiunto il 23,2% per gli uomini di età superiore a 11 anni e il 9,1% per le donne di età superiore a 11 anni, per un totale di circa 8.600.000 individui. Le fasce di popolazione più a rischio per entrambi i generi sono quella dei 16-17enni (che non dovrebbero consumare bevande alcoliche) e quella di età compresa tra i 65 e i 75 anni.


Nella fascia giovanile risulta molto diffuso il “binge drinking”, ossia l’assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve lasso di tempo. Nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani di età compresa tra 18 e 24 anni (22,2% dei maschi e 8,6% delle femmine), mentre nel 2016 la percentuale è salita al 17% (21,8% dei maschi e 11,7% delle femmine).