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Mal di schiena, le cause e i fattori di rischio

Milioni di persone l'hanno detto almeno una volta nella vita: “Ho mal di schiena”. Un dolore più o meno intenso che viene avvertito principalmente all'altezza del collo oppure nella parte bassa della colonna vertebrale. Si tratta di una condizione diffusa, molto frequente, tipica dell'età adulta e spesso associata allo stile di vita. In tanti casi è possibile prevenirne l'insorgenza, ad esempio controllando le posture che si assumono, e quando il dolore si manifesta è importante evitare il riposo prolungato: mantenersi in movimento accorcia i tempi di recupero. 

La lombalgia e la cervicalgia, ovvero quelle condizioni caratterizzate da dolore nell'area lombare o in quella cervicale, sono le maggiori cause di disabilità muscolo-scheletrica. Secondo un recente paper pubblicato su Lancet, realizzato da un team internazionale di ricercatori guidato dalla professoressa Rachelle Buchbinder della Monash University di Melbourne (Australia), nel mondo la disabilità da mal di schiena è aumentata di oltre il 50% dal 1990.

Lombalgia

Il dolore a livello della zona lombare può sorgere all'improvviso. Il cosiddetto colpo della strega, ad esempio, con un movimento errato o uno sforzo intenso, può determinare una contrazione muscolare, bloccare la schiena proprio all'altezza dei fianchi e costringere all'immobilità. Altre volte, invece, il dolore può svilupparsi più lentamente. In alcuni casi può espandersi anche alla zona sacrale o, ancora, irradiarsi al gluteo e alla gamba quando è interessato il nervo sciatico. È la sciatalgia, l'irritazione di questo nervo dovuto all'erniazione di un disco vertebrale.

Cervicalgia

È quella condizione cui comunemente ci si riferisce con il termine “cervicale”. Il dolore è all'altezza del collo ed è il sintomo di un disturbo che coinvolge l'apparato muscolo-scheletrico di quest'area. Anche per questa forma di mal di schiena il dolore può sorgere improvvisamente o nel tempo e manifestarsi quando si compiono determinati movimenti o si assumono certe posizioni.

Una frattura vertebrale, l'artrosi – nella popolazione più in là con gli anni – un'ernia del disco, la scoliosi sono alcune delle cause della lombalgia e della cervicalgia. Tuttavia molto spesso non è possibile individuare una causa specifica di queste condizioni. Sono diversi i fattori di rischio a esse correlati che risiedono nello stile di vita: lo stress, il fumo, l'obesità, la sedentarietà, l'assunzione di posture scorrette prolungate, a casa o a lavoro, non fanno che aumentare il rischio di andare incontro a mal di schiena. Per questo l'accento dev'essere posto sulla prevenzione.

Restare attivi

Un singolo episodio di mal di schiena rientra tendenzialmente nell'arco di alcune settimane ma il rischio di recidiva è comunque alto. Come ricordano gli autori della ricerca su Lancet, un secondo episodio si presenta in un caso su tre nell'arco di un anno da quello precedente. In una piccola percentuale di persone il dolore diventa persistente. Il National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases degli Stati Uniti distingue il dolore acuto, presente per non oltre sei settimane, da quello cronico che dura generalmente almeno tre mesi.

Le opzioni per il trattamento di queste condizioni sono diverse. I farmaci antinfiammatori/antidolorifici, le terapie fisiche o manuali, l'applicazione di ghiaccio possono aiutare in particolare in fase acuta ad alleviare il dolore. Un consiglio degli esperti è di mantenersi attivi: il riposo prolungato ritarda infatti il recupero mentre il movimento contrasta la rigidità muscolare e favorisce l'elasticità della colonna. L'attività fisica è infine fondamentale per prevenire le recidive.

 

 

Foto: © drubig-photo - Fotolia

di Vito Miraglia
Pubblicato il 16/04/2018