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24-04-2018

Hiv: 15mila gli italiani sieropositivi "inconsapevoli"


In Italia 15mila persone hanno contratto il virus dell’Hiv ma ne sono “inconsapevoli”.  Nel 40% dei casi l’infezione non diagnosticata è in fase avanzata: circa 6.000 individui sono sieropositivi da diversi mesi, per cui il loro sistema immunitario risulta piuttosto indebolito. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Eurosurveillance dai ricercatori dell'Istituto superiore di sanità (Iss), secondo cui l'82,8% di questi soggetti sarebbe costituito da maschi che hanno contratto il virus per via sessuale, con rapporti eterosessuali (33,4%) o omosessuali (35%).


L’indagine, riferita al periodo 2012-2014, evidenzia che in Italia ci sono circa 130.000 sieropositivi. Fra i 15mila che non hanno ancora ricevuto una diagnosi, 6mila sono in fase avanzata. Si tratta di un dato superiore a quello della media europea, dove si stima che i casi non diagnosticati siano 101mila, di cui circa il 33% in fase avanzata. Va però considerato che il dato “del nostro Paese si riferisce agli anni tra il 2012 e 2014 mentre quello europeo al 2016 – spiega Vincenza Regine, una dei ricercatori dell'Iss -. E sappiamo che a livello europeo il numero dei casi non diagnosticati è in calo”.


Gli studiosi sottolineano che una diagnosi tardiva produce effetti negativi non solo per il singolo individuo, ma anche per la popolazione in generale. Chi scopre tardi di aver contratto il virus risponde meno bene alla terapia antiretrovirale, per cui nel suo caso il trattamento è spesso costoso e complesso, e il paziente corre un maggior rischio d’incorrere in malattie e morte. Inoltre, rappresenta un possibile veicolo di diffusione del virus per via sessuale per lungo tempo.