Logo salute24

Le noci e gli effetti positivi sulla salute dell'intestino

Il consumo regolare di noci potrebbe promuovere il benessere dell’intestino. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista The Journal of Nutrition dagli scienziati dell’Università dell'Illinois di Urbana (Usa) e del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (Usda), secondo cui l’elevato contenuto di fibre alimentari della frutta secca influenzerebbe positivamente il microbiota intestinale – l’insieme dei microrganismi “ospitati” dall’organismo umano all’interno dell’apparato gastrointestinale -, aiutandolo a svolgere meglio il suo lavoro, come scomporre gli alimenti complessi, fornire nutrienti e favorire il senso di sazietà.

 

Nel corso dell’indagine, gli autori hanno chiesto a 18 volontari di entrambi i sessi, che avevano un’età media di 53 anni, di seguire una dieta priva di frutta secca o una che prevedeva il consumo di 42 grammi di noci al giorno per tre settimane, ognuna intervallata da una settimana di sospensione. All’inizio dello studio e dopo ogni periodo gli scienziati hanno prelevato e analizzato i campioni di sangue e di feci dei partecipanti, per valutare i diversi effetti dell’esperimento – compreso l’impatto sul microbiota fecale, sugli acidi biliari e sui marcatori metabolici della salute.

 

 

Al termine della sperimentazione, gli studiosi hanno osservato che il consumo di noci aveva ridotto i livelli di colesterolo Ldl (cattivo) e accresciuto la presenza di tre batteri: Faecalibacterium, Roseburia e Clostridium. “I microrganismi aumentati in misura maggiore appartengono al genere Clostridium, che hanno la capacità di produrre butirrato - spiega Hannah Holscher, che ha diretto la ricerca -. Sfortunatamente in questo studio non abbiamo misurato il butirrato, quindi non possiamo affermare che solo perché è cresciuta la presenza di questi microbi è aumentata anche quella del butirrato, dobbiamo ancora rispondere a questa domanda. C'è poi un grande interesse per i Faecalibacterium, perché è stato dimostrato che negli animali sono in grado di ridurre l'infiammazione. Gli animali che ne possiedono quantità maggiori hanno anche una migliore sensibilità all'insulina. Esiste poi un crescente interesse per i Faecalibacterium come potenziali probiotici”.

 

L’indagine ha anche dimostrato che i soggetti che hanno consumato le noci presentavano una riduzione degli acidi biliari secondari rispetto ai membri del gruppo di controllo. “È stato osservato che gli acidi biliari secondari sono più alti negli individui che mostrano tassi maggiori di cancro del colon-retto –prosegue l’esperta -. Gli acidi biliari secondari possono essere dannosi per le cellule presenti nell’apparato gastrointestinale, e sono prodotti dai batteri. Ridurre la presenza degli acidi biliari secondari nell'intestino potrebbe quindi migliorare la salute umana”.

 

Foto: © ilolab - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 05/06/2018