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Papilloma, il vaccino è efficace contro le lesioni precancerose

Meno lesioni precancerose alla cervice uterina grazie al vaccino contro il Papilloma virus (Hpv). Oltre a essere efficace, il vaccino è anche sicuro. La conferma arriva da una revisione di 26 studi condotti su 73 mila 428 donne realizzata da ricercatori attivi in Belgio e Regno Unito. Lo studio è stato pubblicato su Cochrane Library.

Per i suoi autori ci sono prove certe che il vaccino contro l'Hpv protegga da queste lesioni nelle adolescenti e nelle giovani adulte vaccinate tra i 15 e i 26 anni di età. Il livello di protezione – sottolineano – è inferiore se una parte della popolazione è già stata colpita dal virus.

Il tumore della cervice uterina

La cervice uterina è il collo dell'utero, la parte inferiore di quest'organo dell'apparato genitale femminile, e può essere sede di tumori. Le neoplasie alla cervice uterina sono più frequenti in età giovanile: fino ai 50 anni rappresentano il 4% di tutti i tumori, dopo l'1%. Come per il tumore al seno e a quello del colon-retto, anche per quello alla cervice uterina è previsto un programma nazionale di screening.

La causa è l'infezione sessualmente trasmessa da Papilloma virus. La trasmissione del virus Hpv è frequente e non sempre comporta un'infezione grazie all'intervento del sistema immunitario. In caso contrario l'infezione persistente può causare lesioni precancerose che nel tempo – se non vengono trattate – possono svilupparsi in tumore.

Ci sono diversi tipi di virus Hpv, alcuni dei quali sono associati a un maggior rischio di sviluppare le lesioni precancerose. Sono l'Hpv 16 e l'Hpv 18 i due sottotipi più pericolosi, responsabili di circa il 70% di tutti i casi di tumore alla cervice uterina nel mondo.

Il vaccino contro l'Hpv punta proprio a rinforzare il sistema immunitario affinché produca anticorpi in grado di riconoscere i microrganismi patogeni e bloccare l'infezione.

Ridotto rischio di lesioni

La revisione ha valutato le evidenze relative a due tipi di vaccini: il bivalente per Hpv 16 e 18 e il quadrivalente contro l'Hpv 16/18 e contro altri due tipi di virus che causano condilomi acuminati (o verruche genitali). L'ultimo tipo di vaccino messo a disposizione, che agisce contro nove sottotipi di vaccino, non è stato incluso nella revisione dal momento che non è stato messo a confronto con un placebo in uno studio randomizzato controllato.

Le donne coinvolte negli studi avevano nella maggior parte dei casi meno di 26 anni d'età sebbene in tre trial clinici avessero tra 25 e 45 anni. Nessuno degli studi ha seguito i partecipanti per un tempo sufficiente per rilevare gli effetti della vaccinazione sul tumore alla cervice uterina.

Al termine della ricerca è emerso che nelle giovani donne non colpite dal virus, la vaccinazione aveva ridotto il rischio di sviluppare lesioni. Queste erano sorte in circa 164 donne su 10 mila che avevano preso il placebo e in 2 su 10 mila che invece erano state vaccinate. Indipendentemente dalla presenza del virus, nelle donne da 15 a 26 anni il rischio di lesioni da Hpv 16/18 si era ridotto da 341 a 157 donne su 10 mila e da 559 a 391 per lesioni da qualsiasi tipo di virus.

Infine non è stata ravvisata una correlazione tra vaccino e maggior rischio di seri effetti collaterali, rilevati in circa il 7% delle donne vaccinate e nel gruppo di controllo. Tuttavia questo aspetto, al pari di quello relativo ai rischi per le gravidanze post-vaccinazione, merita ulteriore approfondimento, fanno sapere i ricercatori.

 

Foto: Pixabay

di redazione
Pubblicato il 13/06/2019