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Celiachia, diagnosticati due casi su dieci in Europa

L'80% dei casi di celiachia nei bambini è ancora sommerso. In Europa, infatti, solo due casi su dieci sono diagnosticati e molti soggetti, non solo in età pediatrica, sono esposti alle conseguenze di una mancata diagnosi di malattia celiaca, complicanze anche gravi che vanno dall'osteoporosi agli aborti spontanei. I dati sono riferiti dall'Aoecs, l'associazione europea che riunisce le società scientifiche che si occupano di celiachia, in occasione della Giornata Mondiale della Celiachia (International Coeliac Day) il 16 maggio. 

 

Tra i membri di Aoecs anche l'Aic, Associazione Italiana Celiachia, che dal 12 al 20 maggio ha organizzato la Settimana Nazionale della Celiachia con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza su questa patologia e sull'importanza di diagnosi precoci. 

 

Sei anni per la diagnosi 

 

In Europa la patologia interessa più di 7 milioni di individui, riferisce l'Aoecs, con una prevalenza crescente negli ultimi decenni. Le stime parlano dell'1% della popolazione europea, una stima applicabile anche ai singoli Stati. In Italia, pertanto, sono circa 600 mila i celiaci, tuttavia solo 200 mila sono quelli che hanno ricevuto una diagnosi. Sono in prevalenza donne, circa il doppio rispetto agli uomini colpiti. 

 

Come riferisce l'Aic, i tempi per arrivare a una diagnosi certa di malattia celiaca sono ancora molto lunghi: sei anni. In attesa di aver accertato la presenza della patologia, questa può peggiorare, continuando a stimolare la reazione autoimmune dell'organismo e comportando maggiori danni alla mucosa intestinale. Le conseguenze di una mancata diagnosi di celiachia, con l'introduzione avversa di glutine, sono anemia e fragilità ossea, ad esempio, fino a gravidanze a rischio e aborti spontanei ripetuti, infertilità fino a un maggior rischio di tumori del tratto intestinale.  

 

La celiachia  

 

La celiachia è una malattia infiammatoria intestinale che colpisce soggetti geneticamente predisposti ed è correlata all'ingestione del glutine, una proteina presente in molti cereali come orzo e frumento. L'unica terapia per proteggere l'organismo dai danni associati all'apporto di glutine, principalmente l'atrofizzazione dei villi intestinali, è necessario seguire scrupolosamente una dieta gluten-free per tutta la vita. 

 

Spesso la malattia celiaca è subdola e si presenta con sintomi a-specifici, tipici di diverse patologie gastrointestinali: gonfiore e dolore addominale, alterazione della regolarità intestinale, malassorbimento e variazioni del peso corporeo. Oltre a questi sintomi intestinali possono sorgerne altri, cosiddetti extra-intestinali, dal mal di testa all'affaticamento precoce, dall'amenorrea all'irritabilità. 

 

Di fronte a questi sintomi è necessario rivolgersi allo specialista che potrà arrivare a diagnosi grazie ad alcuni esami sierologici e alla biopsia intestinale. Per i bambini di recente è stato rivisto il protocollo: la diagnosi è clinica, con il supporto di esami di laboratorio senza ricorrere alla biopsia nella maggior parte dei casi.

 

 

Foto: © AGcuesta - Fotolia

 

di red.
Pubblicato il 16/05/2018