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Città o campagna: cambia il microbioma intestinale dei bambini

Vivere in città o vivere in campagna può fare la differenza anche per il microbioma. I bambini che vivono in ambienti rurali hanno una flora batterica intestinale diversa da quella dei bambini che abitano invece nei centri urbani. È quanto hanno visto dei ricercatori in uno studio condotto su popolazioni nigeriane e pubblicato su Cell Reports: “Abbiamo sempre supposto che i microbiomi dei bambini fossero gli stessi ovunque e che le differenze emergessero nel tempo”, dice Silvia Turroni dell'Università di Bologna.  

 

“Abbiamo scoperto con sorpresa – aggiunge – che i microbiomi di bambini delle aree rurali difettassero di componenti che a lungo abbiamo ritenuto essere propri dei microbiomi di tutti i bambini, e in particolare che mancasse il Bifidobacterium”. Questo batterio domina nei microbiomi dei bambini occidentarli ed è considerato un elemento chiave per una crescita sana.

 

I ricercatori hanno analizzato la struttura del microbioma intestinale di 18 individui della popolazione di una comunità agricola (Bassa) e di 30 soggetti provenienti da cinque aree urbane tra cui la capitale Abuja. Nel primo gruppo erano presenti 9 bambini e nel secondo 12: per necessità di ricerca l'età dell'infanzia era stata fissata a tre anni. Inaspettatamente si è visto che i piccoli delle aree rurali avevano il profilo del microbioma generalmente più variegato.  

 

Il ruolo dell'alimentazione 

 

La dieta è stata indicata come un fattore cruciale per la composizione del microbioma. Si è visto che le popolazioni rurali avevano un livello maggiore di certe specie di batteri importanti per digerire le fibre. Inoltre dall'analisi dei metaboliti dei campioni fecali, sempre fra i membri della comunità agricola, sono emersi minori livelli di amminoacidi e ammine biogene, segno di un apporto inferiore di proteine. 

 

In questa comunità infatti il regime alimentare prevede un forte consumo di tuberi come la cassava, di cereali come mais e miglio, di zuppe, di frutti come mango e banana oltre che di acqua non filtrata. Cibi processati e acqua trattata erano invece presenti nella dieta urbana, un regime alimentare che contava anche molti elementi tipici di una dieta tradizionale nigeriana. Inoltre i bambini della comunità rurale vengono svezzati generalmente a un'età più precoce di quelli delle aree urbane e vengono allattati fino a 7-12 mesi mentre questi ultimi vengono in genere nutriti esclusivamente con latte materno solo nei primi tre mesi di vita. 

 

“I microbiomi e tratti metabolici peculiari osservati nelle popolazioni tradizionali, nelle quali le malattie occidentali hanno un'incidenza tendenzialmente inferiore, potrebbero aiutarci a capire i meccanismi che portano alla rottura della relazione microbioma-ospite”, spiega il ricercatore Funmilola Ayeni della University of Ibadan (Nigeria). “Questo potrebbe comportare una maggiore comprensione della disregolazione immunitaria e dell'infiammazione che ne consegue”, conclude Ayeni.

 

 

Foto: Pixabay

di redazione
Pubblicato il 06/06/2018