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Togliere tonsille e adenoidi? Rischio problemi respiratori e allergie nel corso della vita

Senza tonsille e senza adenoidi può aumentare il rischio di allergie, malattie e infezioni dell'apparato respiratorio negli anni. Ecco perché l'indicazione all'intervento di rimozione di questi organi dev'essere ben ponderata. È quanto conclude un team internazionale di ricercatori in uno studio pubblicato su Journal of the American Medical Association Otolaryngology Head and Neck Surgery: “I nostri risultati, che mostrano un aumento del rischio di malattie nel lungo periodo dopo l'intervento, supportano l'indicazione a ritardare, se possibile, la rimozione di tonsille e adenoidi, un eventualità che permetterebbe un normale sviluppo del sistema immunitario e ridurre il rischio di patologie in là con gli anni”, spiega uno degli autori, Sean Byars della University of Melbourne (Australia).

Perché rimuoverle?

Le tonsille e le adenoidi sono organelli formati da tessuto linfatico posti, rispettivamente, nella gola, ai lati dell'ugola, e nel naso, nella parte posteriore delle fosse nasali. Sono una prima linea di difesa contro gli agenti patogeni che viaggiano nell'atmosfera: qui si avvia la risposta immunitaria per eliminarli dall'organismo.

L'intervento di rimozione delle tonsille è la tonsillectomia e viene effettuato in età scolare per il trattamento della tonsillite cronica. Per adenoidectomia si intende invece l'asportazione delle adenoidi per risolvere le infezioni ricorrenti dell'orecchio medio. I ricercatori hanno valutato gli effetti nel lungo termine di queste operazioni rispetto alle condizioni di bambini che non avevano subito gli interventi.

Asma e polmonite tra le malattie associate

Lo studio ha analizzato un insieme di dati relativi a poco meno di un milione e 200 mila bambini nati tra il 1979 e il 1999, seguiti almeno fino ai primi dieci anni di vita e comunque non oltre i trenta. In questa popolazione 17 mila 460 bambini erano stati sottoposti ad adenoidectomia, 11 mila 830 a tonsillectomia mentre 31 mila 377 bambini avevano subito un intervento di adenotonsillectomia per la rimozione contemporanea di entrambi gli organi. Gli interventi erano stati eseguiti nei primi nove anni “quando i tessuti sono molti attivi nello sviluppo del sistema immunitario”, aggiunge Byars. È emerso che:

- la tonsillectomia era associata a un rischio relativo quasi triplicato di malattie delle alte vie aeree rispetto ai bimbi non operati: asma, influenza, polmonite, broncopneumopatia cronico-ostruttiva (Bpco, che include bronchite cronica ed enfisema);

- il rischio assoluto (cioè quanto fossero comuni queste patologie nella popolazione seguita) era comunque aumentato del 18,61%;

- l'adenoidectomia era correlata a un rischio relativo più che raddoppiato di Bpco e quasi doppio di malattie delle alte vie aeree e congiuntivite. Per queste patologie il rischio assoluto era quasi il doppio e solo leggermente aumentato per la Bpco.

Inoltre si è calcolcato che erano sufficienti solo cinque operazioni affinché una malattia respiratoria colpisse uno di questi individui.

E i benefici delle due operazioni? Se l'adenoidectomia era associata con un rischio molto più basso di disturbi del sonno e tutte le operazioni con un rischio significativamente ridotto di tonsillite, anche cronica, non sono emerse variazioni per il respiro patologico fino ai trent'anni per ogni tipo di intervento. Anche il rischio di sinusite dopo tonsillectomia e adenoidectomia non era dissimile. Infine, per l'operazione combinata, il rischio relativo di otite media era maggiore di quattro o cinque volte e anche quello di sinusite era più alto.

 

Foto: Pixabay

di redazione
Pubblicato il 25/06/2018