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La solitudine fa male al cuore

La solitudine potrebbe nuocere al cuore e sarebbe associata a un rischio due volte maggiore di morte prematura. Lo evidenzia uno studio presentato il 9 giugno a Dublino (Irlanda) durante il congresso “EuroHeartCare 2018” dai ricercatori danesi del Copenhagen University Hospital, guidati da Anne Vinggaard Christensen, che afferma: “Oggi la solitudine è più comune che mai, e un maggior numero di persone vive da solo. Ricerche precedenti hanno dimostrato che la solitudine e l'isolamento sociale sono collegati alla malattia coronarica e all'ictus, ma questo fenomeno non era ancora stato studiato in pazienti con diversi tipi di malattie cardiovascolari”.

 

Nel corso dell’indagine, gli autori hanno verificato se la solitudine potesse influenzare lo stato di salute di 13.463 persone affette dai seguenti disturbi cardiovascolari: cardiopatia ischemica, aritmia, insufficienza cardiaca o valvulopatie. I ricercatori hanno usato i dati presenti nei registri nazionali, che indicavano anche se i soggetti vivevano da soli o con altre persone, e li hanno associati ai risultati del sondaggio “DenHeart”, che è stato somministrato ai pazienti dimessi tra aprile 2013 e aprile 2014 da cinque centri cardiologici danesi. Il questionario conteneva domande sulla salute fisica e mentale, su fattori collegati allo stile di vita, come il fumo, e sui rapporti sociali. Gli studiosi hanno misurato il sostegno sociale ricevuto dai partecipanti non solo valutando se vivessero da soli, ma anche verificando la loro sensazione di solitudine. “Era importante raccogliere informazioni su entrambi questi aspetti - spiega la dottoressa Vinggaard Christensen -, visto che le persone possono vivere da sole ma non sentirsi isolate, oppure convivere con altri ma sentirsi sole”. 

 

Al termine dell’analisi è emerso che la solitudine e l’isolamento sociale erano associati al peggioramento delle condizioni di tutti i pazienti, indipendentemente dal tipo di malattia cardiaca di cui soffrivano. In particolare, la solitudine risultava collegata a un rischio di morte prematura due volte maggiore per le donne e quasi doppio negli uomini. Inoltre, le persone di entrambi i sessi che si sentivano sole avevano probabilità tre volte più alte di sperimentare ansia e depressione e di avere una qualità della vita significativamente peggiore rispetto a chi non si sentiva solo.

 

“Nei pazienti con malattie cardiovascolari la solitudine è un forte predittore di morte prematura e di una peggiore salute mentale e qualità della vita, e un indicatore molto più efficace rispetto al vivere da soli, sia negli uomini, sia nelle donne - conclude l’esperta -. Viviamo in un'epoca in cui la solitudine è maggiormente presente e gli operatori sanitari dovrebbero tenerne conto nella valutazione dei rischi per la salute. Il nostro studio dimostra che fare domande sul supporto sociale fornisce molte informazioni sulla probabilità di sperimentare esiti negativi in termini di salute”.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 14/06/2018

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