Logo salute24

Bambini, tablet e cellulare non prima dei due anni

Smartphone e tablet da due anni in poi e per un'ora al giorno. E comunque mai mentre si mangia o prima che i bambini vadano a letto. I pediatri italiani prendono posizione sull'uso dei dispositivi tecnologici in età prescolare. Le raccomandazioni della Sip, la Società italiana di Pediatria, sono contenute in un articolo pubblicato su Italian Journal of Pediatrics.  

 

I consigli dei medici 

 

Il primo contatto con i nuovi strumenti tecnologici non deve avvenire prima dei due anni. Fino a cinque anni via libera a smartphone e tablet ma solo per un'ora mentre fino agli otto anni è possibile raddoppiare il tempo di fruizione. In ogni caso non durante i pasti o prima di andare a dormire. Le indicazioni dei pediatri riguardano anche i contenuti trasmessi dai device, che non devono essere violenti.  

 

La tecnologia non deve avere poi lo scopo di calmare o distrarre i più piccoli, in particolare negli spazi pubblici. Inoltre non deve servire come “pacificatore emotivo” poiché limita lo sviluppo da parte dei bambini della regolazione delle proprie emozioni: un miglior legame si creerà interagendo, abbracciando e giocando con i bambini piuttosto che con l'utilizzo dei device. 

 

Bene, invece, le app “di qualità” da utilizzare assieme ai genitori: la presenza degli adulti è un fattore chiave e imprescindibile. Tablet e cellulari devono essere usati solo con l'accompagnamento di un adulto anche perché possono risultare utili per promuovere l'apprendimento e l'interazione tra grandi e piccoli. I genitori devono insegnare un utilizzo giudizioso dei device e assicurarsi che app, giochi e programmi siano davvero adatti a loro. Un ultimo consiglio, rivolto sempre a mamme e papà, li riguarda da vicino: devono dare il buon esempio e limitare il proprio utilizzo di tablet e cellulari. 

 

Vista e udito potrebbero essere pregiudicati 

 

I bambini di cui si prendono cura i pediatri oggi sono i cosiddetti nativi digitali per i quali è a disposizione un'offerta di tecnologia senza precedenti. Alcuni dati indicano un approccio piuttosto precoce con tablet e telefonini: negli Usa il 92% comincia a usarli nel primo anno e a due l'utilizzo è quotidiano; in Italia 8 bimbi su 10 fra tre e cinque anni sanno usare il cellulare dei genitori e questi sono spesso permissivi, impiegando i dispositivi per tener calmi o distrarre i piccoli.   

 

“Come pediatri che hanno a cuore la salute psicofisica dei bambini non possiamo trascurare i rischi documentati di un’esposizione precoce e prolungata a smartphone e tablet”, spiega il presidente della Sip Alberto Villani”. Ad esempio un'esposizione prolungata agli schermi dei device è stata correlata a uno scarso profitto in matematica, a bassi livelli di attenzione e a minori relazioni con gli altri bambini. Come suggeriscono recenti studi, per uno sviluppo cognitivo ottimale al touchscreen sarebbe da preferire l'esperienza diretta con gli oggetti.  

 

Utilizzare questi dispositivi per più di due ore al giorno è stato invece associato all'aumento del peso corporeo e a problemi comportamentali. Può risentirne inoltre il sonno per via delle stimolazioni luminose. Altre evidenze hanno fatto emergere gli effetti negativi sulla vista e sull'udito. Il bambino potrebbe, ad esempio, avvertire bruciore, fatica oculare e irritazione. L’eccessivo uso degli smartphone a breve distanza può influenzare lo sviluppo di una condizione chiamata “esotropia acquisita concomitante”, un tipo di strabismo. Infine potrebbero sorgere un'alterata percezione dei suoni con possibili interferenze nello sviluppo del linguaggio e nella socializzazione.

 

 

Foto: Pixabay

di red.
Pubblicato il 18/06/2018