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Un solo test del sangue per diagnosticare il diabete

Per diagnosticare il diabete di tipo 2 potrebbe essere sufficiente eseguire un solo test del sangue. Pertanto, la procedura standard che prevede di ripetere l’analisi potrebbe non essere sempre necessaria. Lo affermano i ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health e della Johns Hopkins University di Baltimore (Usa), secondo cui l’individuazione di due marcatori del diabete in un singolo campione di sangue sarebbe un predittore molto accurato della malattia e delle sue principali complicazioni, come le patologie renali e cardiache.

 

Le attuali linee guida cliniche, spiegano gli scienziati, stabiliscono che per diagnosticare il diabete di tipo 2 occorre eseguire un test del sangue diretto a rilevare alti livelli di glucosio a digiuno o l’emoglobina glicata (HbA1c). Prescrivono, inoltre, che i risultati debbano essere confermati da un secondo esame ematico per evitare false diagnosi positive. Tuttavia, secondo gli esperti, questa procedura richiede tempo e risulta relativamente costosa, per cui molte persone potrebbero non essere inclini a effettuarla. “I risultati del nostro studio – spiega Elizabeth Selvin, che ha diretto l’indagine -, suggeriscono che i due test eseguiti su un singolo campione di sangue possono fornire un'adeguata conferma del diabete, rendendo possibile una semplificazione dell’attuale procedura clinica”.

 

Per giungere a queste conclusioni, gli autori hanno esaminato i risultati dello studio Aric (Atherosclerosis risk in communities), che aveva coinvolto 13.346 partecipanti, di cui 12.268 all’inizio dell’indagine (fine degli anni '80) non avevano ricevuto diagnosi di diabete. I volontari sono stati seguiti per un periodo di 25 anni, durante il quale sono stati sottoposti a diverse visite, dirette a misurare non solo i fattori di rischio per l'aterosclerosi, ma anche altri parametri sanitari, tra cui la glicemia e l’emoglobina glicata. 

 

Nel corso dell’analisi, i ricercatori hanno identificato 383 persone che, durante la seconda visita di controllo eseguita nei primi anni '90, non avevano ricevuto una diagnosi di diabete, ma in un singolo campione di sangue presentavano risultati positivi sia per la glicemia, sia per l'HbA1c. Al 90% di questi soggetti è stato poi diagnosticato il diabete di tipo 2 nei primi 15 anni dello studio, mentre al 99% nei primi 20 anni. Inoltre, questi individui hanno anche sviluppato alcune complicazioni del diabete, come le malattie cardiache, a tassi molto più alti rispetto ai volontari che non soffrivano della patologia o che presentavano solo un valore (tra glucosio e HbA1c) elevato su due.

 

Secondo gli scienziati i risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Annals of Internal Medicine, dimostrano che potrebbe bastare un solo test del sangue per ottenere una diagnosi accurata del diabete di tipo 2. La rilevazione di livelli elevati di glucosio e di emoglobina glicata confermerebbe, infatti, la presenza della malattia. Questo metodo potrebbe quindi costituire un'alternativa accettabile all'attuale standard diagnostico che prevede due esami. “La combinazione dei risultati positivi in un singolo campione di sangue ha un valore predittivo molto alto per una successiva diagnosi di diabete, e indica anche un alto rischio di andare incontro alle complicazioni tipiche del diabete – conclude la dottoressa Selvin -. Spero che questi risultati portino a un cambiamento delle linee guida cliniche, che saranno riviste all'inizio del 2019, perché ciò potrebbe rendere l'identificazione del diabete molto più efficiente in numerosi casi”.

 

Foto: © Lifeinapixel - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 21/06/2018