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Microbioma intestinale, influenza il metabolismo attraverso il sistema immunitario

Il microbiota intestinale sarebbe in grado d’influenzare il metabolismo attraverso il sistema immunitario. I batteri “buoni” presenti nell’apparato digerente riuscirebbero, infatti, a “comunicare” con le cellule intestinali tramite i percorsi immunitari innati, la prima linea di difesa contro le infezioni batteriche, aiutandole a regolare il processo metabolico. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism dagli scienziati dell’Harvard Medical School di Boston (Usa), coordinati da Paula I. Watnick, che osserva: “La scoperta più interessante per me è che alcuni percorsi immunitari innati non garantiscono soltanto l'immunità innata, ma ascoltano anche i batteri ‘buoni’ e rispondono tramite il metabolismo”.

 

Dopo aver condotto numerosi esperimenti sui moscerini della frutta – che sono dotati di cellule intestinali molto simili a quelle presenti nel tratto digerente umano -, i ricercatori hanno rilevato che i batteri che vivono nell'intestino di questi insetti producono un acido grasso a catena corta, chiamato acetato, che risulta essenziale per il metabolismo e per la segnalazione dell'insulina. Hanno anche scoperto che i moscerini privi di batteri intestinali non presentano acetato e tendono ad accumulare goccioline di grasso nelle cellule dell’apparato digestivo, un disturbo paragonabile al cosiddetto “fegato grasso”. Lo stesso fenomeno si verificherebbe anche negli insetti in cui un tipo di cellule intestinali chiamate enteroendocrine – che usano le vie immunitarie innate per rispondere ai batteri “buoni” – risultano prive di tachichinina, una proteina simile all'insulina che risulta importante per la crescita, il metabolismo dei lipidi e la segnalazione dell'insulina. “Quando si verifica un problema nel trattamento del glucosio o dei lipidi – spiega la dottoressa Watnick -, i grassi rimangono bloccati in queste goccioline all’interno di cellule che non sono progettate per la conservazione del grasso”.

 

Gli scienziati hanno rilevato che l’accumulo di queste goccioline di grasso si verifica in tre circostanze: quando manca la tachichinina, in assenza di batteri intestinali o in caso di disattivazione del percorso immunitario innato. Questa condizione, secondo gli esperti, equivale negli umani all’insorgenza della sindrome metabolica, una condizione generalmente associata all'obesità e al diabete di tipo 2. Ma quale ruolo svolgono i batteri intestinali in questo processo? Gli autori hanno scoperto che il percorso immunitario innato stimola le cellule enteroendocrine a produrre tachichinina, ma in assenza dei batteri o dell’acetato questa sostanza non viene rilasciata. Hanno però osservato che la somministrazione dell’acetato è in grado di riattivare il percorso immunitario innato e la produzione di tachichinina.

 

Alla luce di questi risultati, i ricercatori ritengono che l’influenza benefica dei batteri intestinali sul metabolismo venga esercitata con il “supporto” del sistema immunitario. “Sappiamo che i batteri controllano il nostro metabolismo, ma nessuno si è reso conto prima del fatto che i batteri interagiscono con i percorsi di segnalazione immunitaria innata nelle cellule enteroendocrine – conclude la scienziata -. Ciò che ancora non sappiamo è come lo stesso percorso che protegge dalle malattie regoli anche il metabolismo e la salute. Forse questo percorso è davvero un sistema di riconoscimento, che consente alle cellule di riconoscere i batteri in base ai loro diversi scopi”.

 

Foto: © barmaleeva - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 28/06/2018