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Oms, più attenzione sui rischi del fumo per il cuore

Il fumo di sigaretta è uno dei fattori di rischio modificabili più pericolosi per la salute cardiovascolare. In molti, però, ne sottovalutano l'associazione. Pertanto è necessario che gli Stati si impegnino di più per proteggere i propri cittadini. A rimarcarlo è l'Oms, l'Organizzazione mondiale della Salute. Fumare e respirare fumo passivo sono la principale causa delle malattie cardiovascolari, incluse ictus e infarto, contribuendo ogni anno con circa tre milioni di decessi nel mondo.

Questi numeri non sono però sufficienti a spingere i fumatori a smettere: “Molti sanno che fumare causa tumore e malattie polmonari ma tanti non sono consapevoli che il tabacco causa anche ictus cerebrale e infarto del miocardio, le prime cause di mortalità al mondo”, sottolinea Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms.

Perché il cuore soffre

Chi fuma mette a repentaglio il proprio sistema cardiovascolare principalmente perché aumenta il rischio di sviluppare aterosclerosi, il processo in cui diverse sostanze, come il colesterolo, si depositano lungo le pareti delle arterie. E l'aterosclerosi può portare a malattia coronarica e ictus. Anche il fumo passivo è un elemento pericoloso. L'associazione tra l'esposizione al fumo emesso da altre persone e la salute cardiovascolare è stata ormai acclarata dalla ricerca scientifica.

Assieme ad altri fattori, come la sedentarietà, il sovrappeso e l'obesità, l'ipertensione, il fumo di sigaretta fa dunque salire considerevolmente il rischio cardiovascolare. Le malattie che colpiscono cuore, vasi sanguigni e cervello sono responsabili del 44% delle malattie non trasmissibili, la prima causa di mortalità globale con 17,9 milioni di decessi ogni anno.

Il livello di consapevolezza dei danni causati dal fumo non è però ovunque sufficientemente alto. Come ricorda l'Oms, che cita il Global Adult Tobacco Survey, in Cina oltre il 60% della popolazione non sa che fumare può causare attacchi cardiaci. In India e Indonesia, invece, oltre un adulto su due non è conscio della correlazione tra fumo e ictus.

“I governi possono proteggere i loro cittadini ed evitare che soffrano inutilmente di malattia cardiaca. Le misure che riducono i rischi per la salute cardiovascolare posti dal tabacco includono i divieti di fumare nei luoghi di lavoro e negli spazi pubblici al chiuso e la promozione dell'uso di confezioni per i prodotti da fumo con avvertimenti relativi ai rischi per la salute”, dice Douglas Bettcher, direttore per la Prevenzione delle malattie non trasmissibili dell'Oms.

La vice direttore generale di questo dipartimento Svetlana Axelrod ricorda gli altri strumenti a disposizione dei Paesi: “Tassazione, divieti di vendita e packaging neutro. Le nostre migliori chance di successo richiedono unione a livello globale e una forte azione multisettoriale contro l'industria del tabacco”.

I dati

Il tabacco è causa di 7 milioni di decessi l'anno, nonostante la riduzione dell'uso di tabacco nel mondo come rilevato nel Global Report on Trends in Prevalence of Tobacco Smoking 2000-2025. Dal 2000, con il 27% di fumatori, si è passati nel 2016 a una percentuale del 20%. Tuttavia si è indietro rispetto all'obiettivo della riduzione del 30% nel 2025: di questo passo si arriverà a un calo del 22%. Guardando singolarmente agli Stati membri, quasi uno su otto riuscirà invece a tagliare il traguardo.

I fumatori sono oltre un miliardo e di questi l'80% si concentra nei Paesi a basso e medio reddito, dove la prevalenza si sta riducendo più lentamente rispetto a quelli più ricchi.

 

Foto: Pixabay

di red.
Pubblicato il 03/07/2018