Logo salute24

Un test del sangue per definire l'orologio interiore del corpo

Un nuovo esame del sangue potrebbe permettere di determinare l'orologio circadiano del paziente, indicando quali sono i momenti della giornata più adatti per assumere una terapia farmacologica. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista The Journal of Clinical Investigation dai ricercatori dell’Ospedale universitario della Charité di Berlino (Germania), secondo cui il test consentirebbe di capire in quali orari i medicinali risultano più efficaci e provocano minori effetti collaterali.

 

Gli autori spiegano che l’orologio biologico influenza molte funzioni dell’organismo umano: lo dimostrerebbe il fatto che l'efficacia dei farmaci cambia a seconda dell’orario in cui vengono somministrati. Questo effetto, spiegano gli studiosi, cambierebbe da persona a persona in base al ritmo circadiano individuale, ossia in base al fatto che un individuo sia tendenzialmente “mattiniero” o “nottambulo”.

 

Nel corso della ricerca, gli scienziati hanno cercato d’identificare i biomarcatori presenti nel flusso sanguigno che caratterizzano l’orologio interno di ciascun individuo. Per riuscirci hanno prelevato alcuni campioni di sangue a 12 volontari in orari diversi della giornata. Hanno quindi monitorato l’attività degli oltre 20mila geni presenti nei monociti contenuti nei campioni ematici, grazie all’impiego di avanzati algoritmi informatici. Al termine dell’esperimento, sono riusciti a individuare 12 geni che sarebbero in grado d’indicare in modo affidabile l’orologio biologico di una persona: per esempio, permetterebbero di capire se è “nottambula” anche se generalmente (utilizzando la sveglia) si alza preso al mattino. 

 

La scoperta, secondo gli autori, potrebbe aprire la strada alla “cronoterapia”, che potrebbe rivelarsi superiore ai trattamenti standard perché consentirebbe di massimizzare l’efficacia dai farmaci e, al contempo, di ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali.  “Una terapia che prende in considerazione l'orario del giorno è stata applicata raramente finora, poiché non era disponibile una diagnosi semplice – spiega Achim Kramer, che ha coordinato la ricerca -. Pensiamo che questo nuovo test obiettivo dell’orologio interno possa contribuire ad accrescere l’importanza prestata all'orario del giorno nella diagnosi e nella terapia”.

 

Foto: © Sergey Nivens - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 10/07/2018

potrebbe interessarti anche: